Due stadi in uno, 50mila posti e costi per mezzo miliardo: la Lazio presenta il nuovo Flaminio | OneFootball

Due stadi in uno, 50mila posti e costi per mezzo miliardo: la Lazio presenta il nuovo Flaminio | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·18 febbraio 2026

Due stadi in uno, 50mila posti e costi per mezzo miliardo: la Lazio presenta il nuovo Flaminio

Immagine dell'articolo:Due stadi in uno, 50mila posti e costi per mezzo miliardo: la Lazio presenta il nuovo Flaminio

Giornata potenzialmente storica in casa Lazio. Il club biancoceleste ha presentato oggi in conferenza stampa il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio, destinato – nelle idee del patron e presidente Claudio Lotito – a diventare il nuovo impianto di casa del club biancoceleste. L’intervento punta a recuperare e valorizzare l’opera originaria progettata da Pier Luigi Nervi, con un concept architettonico innovativo che prevede una struttura “due stadi in uno”.

Nuovo Flaminio Lazio – La struttura dell’impianto

Il piano, come raccontato durante la presentazione del progetto, prevede infatti il consolidamento dell’impianto esistente in cemento armato e la realizzazione, al di sopra, di una nuova struttura sospesa e leggerissima in acciaio, destinata a sostenere la copertura, per un totale di 50mila posti. Due strutture distinte ma integrate: quella nuova protegge e preserva quella storica, recuperandone il degrado dovuto in particolare alle infiltrazioni e restituendo piena funzionalità al manufatto originale. La copertura rappresenta un elemento chiave del progetto e si ispira a soluzioni che lo stesso Nervi avrebbe già ipotizzato. 


OneFootball Video


Il Flaminio, unico stadio cittadino concepito specificamente per il calcio, garantisce – secondo gli studi – una visione ottimale del campo: la distanza visiva dei tifosi risulta fino al 50% più breve rispetto a quella dello Stadio Olimpico di Roma. L’impianto, secondo il progetto di restyling, offrirà inoltre ottime prestazioni acustiche e sarà dotato di pannelli solari con l’obiettivo di produrre circa 1,4 milioni di kWh annui, raggiungendo l’autosufficienza energetica e, in alcuni periodi, cedendo energia alla rete.

Il progetto è riuscito a ottenere elevati standard di comfort pur trattandosi di un intervento di recupero. Tra le modifiche previste figurano l’eliminazione delle quattro torri faro, ritenute impattanti dal punto di vista luminoso e più alte della nuova copertura, e la sostituzione delle recinzioni metalliche con barriere in cristallo a basso impatto visivo. Queste saranno concepite sul modello di quelle dell’Acquario di Genova: aperte nei giorni feriali e chiuse nei giorni di gara, con accesso regolato dai tornelli. L’impianto – ha concluso la presentazione video del progetto – sarà concepito come un nuovo polo culturale e sociale per il quartiere, pensato per essere raggiunto principalmente con il trasporto pubblico e la mobilità lenta, al fine di ridurre il traffico privato nell’area. Gli spazi VIP e hospitality ospiteranno aree ristorazione, zone d’incontro e attività commerciali, integrandosi con una visione dello stadio come luogo di aggregazione fruibile anche oltre il matchday.

Gli interventi sull’impianto avranno un costo stimato di 480 milioni di euro, di cui 80 in autofinanziamento, anche se non è stato chiarito con precisione come sarà finanziata la quota restante. Dei 50mila posti previsti, 20mila saranno sull’anello già presente nel progetto di Pier Luigi Nervi, mentre altri 30mila saranno nel nuovo allargamento. L’inizio dei lavori è previsto per il primo semestre del 2027 e il completamento dell’opera è fissato per il primo semestre 2031. Dal punto di vista burocratico l’iter sarà lo stesso affrontato dalla AS Roma. La proprietà dello stadio, secondo quanto annunciato da Claudio Lotito durante la conferenza stampa di presentazione, sarà di «una Newco, controllata al 100% dalla Lazio».

Nuovo Flaminio Lazio – Le parole di Claudio Lotito

Lotito ha spiegato anche la scelta di «una newco per fare lo stadio», che ha definito «uno strumento tecnico per la Lazio», assicurando che sarà «una controllata del club. Perché se io scarico 480 milioni, che è il costo degli investimenti, solo sulla Lazio, è ovvio che gli creo un problema di bilancio. Lo faremo quindi con la newco. Ma non ci saranno scatole cinesi».

«Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale. Verranno incrementate le aree verdi e le alberature con una cintura verde e specifiche soluzioni tecnologiche per ridurre l’impatto acustico, nel rispetto del contesto urbano circostante. Non parliamo di annunci — ha sottolineato ancora Lotito — ma di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche».

Nel suo discorso, il presidente della Lazio si è rivolto anche ai tifosi: «Negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso, ascolto ogni opinione, il mio carattere a volte mi porta a esprimermi con molta franchezza, ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio ed è ispirata dal cuore. Quando si parla di Lazio le emozioni sono forti. Questo progetto non nasce per dividere ma per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio moderno e identitario, anch’io lo sogno, ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito negli anni, ovvero stabilità, solidità e continuità».

Il presidente biancoceleste ha inoltre ribadito di non avere alcuna intenzione di cedere il club: «Chiedo rispetto del ruolo e di ciò che sto facendo». E ancora: «La società non è in vendita, tutto quello che viene detto sono falsità. Non libera la Lazio, ma una Lazio libera. La Lazio dev’essere libera dalla dipendenza di tutti. Basta con queste storie. Io non ho chiesto aiuto esterno, chiedo solo il rispetto del ruolo e di quello che uno sta facendo». «Voglio costruire il futuro della società, non le chiacchiere — ha poi aggiunto —. Fino a poco tempo fa avevamo vinto più di tutti dopo la Juve, tutto questo con il fardello dei debiti di 550 milioni di euro. Me ne sono fatto carico per non disperdere il valore storico del club. Ho avuto questo fardello sulle spalle. Nel 2027 finiranno i debiti, recupererò 30 milioni di cassa: vuol dire avere 30 milioni in più per mantenere in piedi la struttura. Abbiamo risanato tutto, questo serve per dare un futuro certo ai tifosi. Le squadre altrimenti spariscono e falliscono. Volete un fallimento? Io no, la Lazio deve essere immortale, va tramandata nei secoli. Io sono il gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare».

Infine, un accenno al progetto “Lazio 2032 – Sogno responsabile”, che verrà presentato durante la prossima sosta per le Nazionali e che «delineerà il percorso strategico del club. È un piano industriale di cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva. La scelta del 2032 non è casuale, è un orizzonte temporale coerente con le prospettive legate agli Europei. Abbiamo già manifestato l’interesse affinché il Flaminio possa essere una delle possibili sedi ospitanti».

Temi

Visualizza l' imprint del creator