Dumfries: «Dopo 5 anni era il momento di provare qualcosa di nuovo. Mio figlio è italiano ed è un grandissimo tifoso dell’Inter» | OneFootball

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·3 ottobre 2026

Dumfries: «Dopo 5 anni era il momento di provare qualcosa di nuovo. Mio figlio è italiano ed è un grandissimo tifoso dell’Inter»

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Dumfries ha rilasciato un’intervista a Libero nella quale ha parlato del suo trasferimento al Real Madrid e dei motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione

Nell’estate dell’Inter non ci sono stati solo arrivi, anche qualche partenza. Tra queste, in primis, quella di Denzel Dumfries che ha lasciato i nerazzurri per trasferirsi al Real Madrid. L’esterno olandese ha rilasciato un’intervista a Libero, nella quale ha ribadito il suo legame e quello della sua famiglia con l’ambiente interista. Queste le sue dichiarazioni:

CON MOURINHO «Sì, abbiamo parlato molto dell’Inter. Il periodo vissuto lì è stato molto speciale per entrambi. Amiamo l’Inter, continuiamo a seguirla e ne parliamo».


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MADRID «Mi piace molto, è una città bellissima e sono davvero felice. Ovviamente è difficile trovare un posto migliore di Milano, quindi dovevo stare attento nello scegliere una nuova città e un nuovo club. Sono molto felice».

GLI EX COMPAGNI «Sì, ovviamente. Seguo tutto e parlo ancora con i miei ex compagni. È normale: se giochi insieme per 5 anni diventi amico, si creano rapporti anche tra le famiglie e i bambini. Sono in contatto con tanti giocatori e quando l’Inter segna sono molto felice per loro. Questa cosa non passerà mai. Parlo molto con Marcus (Thuram ndr), facciamo ancora gli stessi scherzi e mi racconta tutto. In questi cinque anni siamo diventati una famiglia. Ora li seguo da lontano, ma vedo tutto».

PERCHE’ LASCIARE «Dopo 5 anni all’Inter ho sentito che era il momento giusto per provare qualcosa di nuovo. Il Real per me è il più grande club del mondo ed è un privilegio giocare qui. Non aveva nulla a che fare con l’Inter, perché lì ho vissuto un periodo stupendo. Ma a volte nella vita senti di aver bisogno di nuove sfide e il Real era il club perfetto per me. Giocare nell’Inter è stato un grande onore ma era il passo che volevo fare. Anche i ragazzi erano molto felici per me. Era il momento giusto».

COME SI SONO COMPORTATI MAROTTA E AUSILIO? «Benissimo entrambi. Per me sono due gran di persone. Durante gli anni ho parlato molto con Piero. Anche quando è arrivato il momento di discutere il rinnovo del contratto siamo sempre stati molto sinceri l’uno con l’altro. Guardavo alla mia età, ai miei obiettivi e alla mia carriera. Abbiamo sempre parlato apertamente. Per me è stato molto importante avere questo tipo di rapporto con il mio ds, abbiamo fatto tutto nel modo giusto, sono stati 5 anni speciali».

GLI ANNI ALL’INTER «L’inizio non è stato facile, sono stato molto criticato. La maggior parte delle persone non lo sa, ma io sono molto severo con me stesso. Quando arriva una critica dall’esterno, probabilmente io quella stessa critica me la sono già fatta dieci volte. Un allenatore in Olanda mi ha insegnato che, quando arrivano le critiche, devi accettarle, abbracciarle e trasformarle in motivazione. Io sono arrivato dopo la grandissima stagione di Hakimi, l’Inter aveva appena vinto lo scudetto e molte persone non mi conoscevano. Sapevo che all’inizio non sarebbe stato facile. Ma dal primo giorno ho avuto il desiderio di dimostrare che ero un giocatore da Inter. Ed è quello che ho cercato di fare fino alla fine. Per questo sono andato via con il sorriso».

UN FIGLIO INTERISTA «Beh… Mio figlio è italiano, è un vero italiano! Ed è un grandissimo tifoso dell’Inter. Tutta la mia famiglia è ancora molto tifosa dell’Inter. Il più grande parla italiano e dice sempre: “Io sono un ragazzo italiano”. L’Italia non uscirà mai dalla vita della mia famiglia e non voglio che succeda. È una cultura bellissima. I miei due figli più piccoli sono nati a Milano. L’Italia sarà sempre un posto speciale per me e per la mia famiglia».

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