Zerocinquantuno
·22 gennaio 2026
Erroracci, sfortuna, gioco e cuore, ma dietro l’angolo ci sono i playoff: Dallinga e Rowe colmano un doppio svantaggio, 2-2 tra Bologna e Celtic

In partnership with
Yahoo sportsZerocinquantuno
·22 gennaio 2026

Tempo di Lettura: 4 minuti
L’Europa. Due anni fa un sogno, l’anno scorso una realtà, oggi un’esigenza. Il palcoscenico odierno può tenere viva la speranza del Bologna di approdare agli ottavi di Europa League senza passare dai playoff, e quindi alleggerire un calendario che negli ultimi due mesi ha gravato su testa e gambe. I rossoblù potrebbero ritrovare abbastanza ossigeno per respirare, nonché tempo per recuperare e tornare loro stessi, ma molto passa da stasera e le condizioni di partenza non sono le più facili. La rosa è ristretta: pesano gli infortuni di lungo corso, gli acciacchi e la cessione di Fabbian che ha momentaneamente privato i rossoblù di un tassello a centrocampo. Il rientro di Skorupski e l’impiego di Dallinga erano già stati preannunciati da Italiano, per il resto l’undici iniziale è pressoché obbligato e vede Zortea, Dominguez e Pobega vincere contro Holm, Cambiaghi e Odgaard gli unici ballottaggi realmente aperti, dato che l’impiego di Miranda era scontato a causa della squalifica dello spagnolo in campionato. Il Celtic di O’Neill è secondo in classifica in patria ma solo ventiquattresimo in coppa, ha dunque ancora più bisogno di punti del BFC e si dispone in modo speculare con un 4-3-3 che mescola l’esperienza di giocatori come Schmeichel al verdissimo terzino destro classe 2006 Donovan.
Già al 6′ arriva la certezza che per ritrovare la porta inviolata i felsinei dovranno aspettare ancora: Skorupski riceve un retropassaggio di Heggem, prova a rigiocare il pallone su un compagno ma impatta malissimo e serve la sfera a Maeda, che non deve far altro che servire Hatate davanti alla porta e correre a festeggiare con lui. Il portiere polacco si riscatta parzialmente un minuto più tardi, quando un Bologna frastornato lascia Yang libero di battere a rete sul primo palo e il numero 1, che già aspettava un tiro a incrociare, ha un riflesso decisivo per togliere il pallone dallo specchio. La prima reazione dei padroni di casa, debole quanto il tiro con cui l’azione si conclude, arriva al 16′ con una triangolazione tra Zortea e Rowe che porta il terzino a consegnare la sfera tra le braccia di Schmeichel. Subito dopo capitano in rapida successione due occasioni sui piedi di Dallinga, con l’olandese che viene anticipato un istante prima di poter battere a rete e poi schermato da Trusty su una conclusione che prometteva bene.
Al 23′ Moro da calcio d’angolo decide di cercare la conclusione a rimorchio di Miranda anziché il cross al centro, lo schema funziona ma Schmeichel blocca a terra la conclusione passata attraverso un nugolo di gambe. La fortuna non assiste né l’andaluso né il BFC, perché una sua nuova conclusione da fuori area viene deviata in maniera fortuita: una traiettoria evidentemente destinata nello specchio termina così sul fondo. Un possibile aiuto dalla sorte, sotto forma di ingenuità di un avversario, arriva quando il già ammonito Hatate colpisce sempre Miranda con uno schiaffetto alle spalle: doppio giallo e rientro anticipato negli spogliatoi per l’uomo che aveva sbloccato il match. Quando non gira, però, non gira. Corner per il Celtic, sponda di Tierney e Trusty, dopo aver evitato un gol, ne segna uno pesantissimo da sottomisura: 0-2 e contorni da serataccia sempre più delineati. Al 45′ Pobega ha una chance di testa, ma Schmeichel è ben piazzato e respinge anche questa, certificando un primo tempo in cui i felsinei hanno fatto collezione di ghiotte opportunità ma ha visto festeggiare gli altri.
Quindici minuti per ricaricare fiato e idee, poi comincia la ripresa e quella iniziale è una scena già vista: colpo di testa di un giocatore del Bologna, stavolta Ferguson, e Schmeichel a bloccare senza alcun problema. Casale si aggiunge alla lista dei tiratori con una bella conclusione volante in mischia, ma seppur pregevole il tentativo è centrale e non crea problemi al portiere avversario. La fortuna, nel frattempo, non rivede le sue preferenze: al 10′ Pobega arpiona un pallone sui sedici metri, il suo controllo diventa un assist per Dominguez che ha una delle occasioni più limpide della partita ma in controbalzo centra la traversa. È il 13 quando cade il sortilegio sulla porta scozzese: cross dalla destra di Moro, torre dell’appena entrato Odgaard e incornata di Dallinga a bucare finalmente Schmeichel. Gli ospiti spariscono dalla metà campo del Bologna, innalzano il fortino negli ultimi trenta metri e si preparano ad un lungo assedio.
Al 27′ la resistenza crolla. Rowe parte da destra, si accentra spostandosela sul mancino e da fuori area fa partire un bolide che si infila in rete per il 2-2. Italiano non si accontenta e inserisce Orsolini e Cambiaghi per Dominguez e Ferguson, riplasmando la sua squadra in una versione super offensiva. Ora la formazione è sbilanciata e il Celtic si rivede dalle parti di Skorupski, ma l’inerzia resta a favore dei padroni di casa e al 40′ Cambiaghi potrebbe trovare il gol della rimonta se solo la sua conclusione non uscisse ancora una volta troppo centrale. I rossoblù, spinti da tutto il Dall’Ara (caldissimo settore ospiti escluso, ovviamente), ci provano fino al 50′, ma per stasera in quella porta sono già entrati quattro palloni e per un altro non c’è proprio spazio.
È difficile valutare una gara che ha visto una delle due contendenti in dieci per un’ora di gioco: soprattutto nella ripresa sul rettangolo verde c’è stato solo il BFC, ma in parità numerica le differenze di valori erano molto più livellate. Quel che è certo è che ancora una volta Ferguson e compagni si sono fatti molto male da soli: sono andati sul doppio svantaggio subendo due reti a dir poco evitabili e solo a quel punto hanno saputo reagire, come se ogni volta il gruppo avesse bisogno di un montante per mettersi in guardia. Con questo 2-2 i rossoblù rimangono all’interno del gruppone che disputerà i playoff, e salvo clamorosi colpi di scena ci resteranno anche se dovessero vincere l’ultimo match del maxi girone in Serbia contro il Maccabi Tel Aviv. Un pareggio, quindi, che non allontana da Casteldebole la morsa del calendario e costringerà i ragazzi di Italiano a fare gli straordinari a tempo indeterminato.
BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Zortea, Casale, Heggem, Miranda (40′ st Lykogiannis); Ferguson (28′ st Cambiaghi), Moro, Pobega (11′ st Odgaard); Rowe, Dallinga, Dominguez (28′ st Orsolini). A disp.: Ravaglia, Pessina, Holm, Vitik, Baroncioni, Lai, Castaldo, Negri. All.: Italiano
CELTIC (4-3-3): Schmeichel; Donovan (31′ st Ralston), Trusty, Scales, Tierney; McGregor, Hatate, Engels (42′ st P. Bernardo); Yang (31′ st Kenny), Maeda, Tounekti (1′ st Nygren). A disp.: Sinisalo, Doohan, Balikwisha, McCowan, Murray, Forrest, McArdle, Isiguzo. All.: O’Neill







































