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·20 settembre 2026
ESCLUSIVA OM: "È il nostro ambasciatore", Abdallah raccontato dal tecnico

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Rivelazione dell'OM in questa stagione, Keyliane Abdallah, 20 anni, arriva da lontano. Onze Mondial è andato a incontrare uno dei suoi mentori, uno dei suoi formatori, Guillaume Brouste, direttore tecnico della Lega calcio di Mayotte, per capire meglio il fenomeno.
Uno spiraglio nella nebbia. Se l'inizio di stagione disastroso dell'OM è innegabile, c'è un giocatore che riesce, bene o male, a svettare in mezzo a questo marasma. Keyliane Abdallah, 20 anni, ha infatti approfittato della cura dimagrante estiva del club marsigliese per ritagliarsi un posto nella rosa di Bruno Genesio, fino a partire titolare giovedì scorso contro il Besiktas in Europa League. In gol al suo esordio nelle coppe europee, l'ala cresciuta a Kani-Kéli, a Mayotte, ha mostrato al grande pubblico di non avere paura di nulla.
Un talento che forse gli viene da suo zio, Toifilou Maoulida. Ma è la sua storia che sta già iniziando a scrivere a Marsiglia, dimostrando che il vivaio dell'OM continua a esserci. Prima di approdare sulla Canebière, però, Abdallah si era fatto un nome proprio nell'oceano Indiano, diventando un pioniere nella sua terra d'origine, all'AJ Kani-Kéli. "Keyliane è il nostro ambasciatore perché è la prova che quando le scuole calcio sono ben strutturate e i giovani sono ben seguiti, funziona", spiega Guillaume Brouste, direttore tecnico della Lega calcio di Mayotte, che ha conosciuto e visto crescere il giovane mahoriano.
Indicato come possibile titolare contro il PSG questa domenica nel Classico allo Stade Vélodrome, Abdallah è l'incarnazione di un calcio a Mayotte in piena trasformazione, che continua ad avere grandi ambizioni per i suoi giovani giocatori. "È un esempio per tutti i giovani. Lasciare il territorio molto presto e ritrovarsi all'estero è una difficoltà in più per i ragazzi, da qui l'importanza di un forte sostegno familiare. È stato così per Keyliane, che è stato molto coraggioso. Il talento è una cosa, ma è la testa che rappresenta la sua forza", afferma il direttore tecnico nazionale mahoriano, che conserva solo bei ricordi del "piccolo Keyliane".
A 15 anni, quando Abdallah lascia La Réunion per raggiungere Marsiglia, è una scommessa enorme. Eppure, cinque anni dopo, è lui la ragione per tornare a crederci per i tifosi marsigliesi, che non chiedevano altro: un Minot a cui affezionarsi. Ora non gli resta che lasciare il segno nel Classico, questa domenica, per farsi definitivamente un nome in Provenza.
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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.







































