PianetaSerieB
·1 ottobre 2026
ESCLUSIVA PSB – Busiello: “La rescissione con l’Empoli? Il motivo è extra-campo. C’è una cosa che voglio chiarire”

In partnership with
Yahoo sportsPianetaSerieB
·1 ottobre 2026

Una stagione scintillante in Under 17, dove averlo in campo ha restituito l’inebriante sensazione di avere un motore differente grazie al suo talento. Diciannove gol e tre assist in ventuno partite di campionato: la traduzione pratica del concetto di partenza da una condizione di 1-0. Il salto in Primavera e la contestuale fiducia di Guido Pagliuca, che con il talento ha storicamente un ottimo rapporto, che gli regala – oppure, per meglio dire, gli consegna con un suggerimento di premurosa conservazione – l’esordio in prima squadra con l’Empoli. La lucentezza del calcio di Danilo Busiello non suggerisce epiloghi diversi dal trionfo, eppure questa magia è stata declassata a pagina di archivio dalla rescissione dello scorso 1 settembre. Il primo giorno del mese, una fine inaspettata e un nuovo inizio. Cos’è successo tra il trequartista e il club toscano, che avrebbe sicuramente avuto bisogno di un profilo del genere? La più lucida delle spiegazioni ci è stata fornita dal diretto interessato, intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni.
Danilo, gli ultimi rumors ti hanno reso – in un certo senso – nuovamente chiacchierato. Il tuo talento, ad ogni modo, ha sempre fatto sì che a parlare fosse il campo e nulla più. Hai espresso attraverso i social e alcune recenti dichiarazioni il dispiacere per l’epilogo, su cui torneremo a breve. La domanda che ti faccio punta ad approfondire uno scenario diverso da quello attuale: che stagione ti era stata prospettata nel caso in cui non avessi optato per la rescissione?
“Qualcuno ha detto che la mia decisione sia stata basata proprio su questo, ma non è così. Il problema intercorso tra me e l’Empoli è stato diverso, di natura extra-calcistica. Non ho scelto di andare via per il progetto, per quanto mi sia stato detto dal club che diversi giovani fossero molto più avanti di me. Quest’ultima era probabilmente una motivazione per spingermi ad andare via, ma la verità è che il nocciolo della questione non risiedeva in campo. Mister Pagliuca, che ringrazio ancora oggi per la fiducia dimostratami, ha appreso con dispiacere la cosa”.

Foto di Marco Luzzani/Getty Images - Via One Football
La decisione, come hai detto, è arrivata nelle ultime 24 ore, ma – ipotizzo – avevi fatto tua tale possibilità già precedentemente. La vostra separazione, almeno per il sottoscritto, è stata inaspettata, date le difficoltà in termini numeriche e qualitative nel tuo ruolo. Che tipologia di spiegazione ti è stata data e, soprattutto, quale figura del club si è esposta?
“Ho parlato con il direttore Artico. Durante le conversazioni mi ha supportato mio padre. Per sintetizzare, Artico mi ha detto che l’Empoli non credeva più nelle mie qualità”.
Chi ti è stato maggiormente vicino nelle settimane precedenti a una decisione comunque dolorosa?
“La mia famiglia, senza alcun dubbio. Abbiamo un bellissimo rapporto, sono il mio porto sicuro in qualsiasi momento e decisione. Dopo l’infortunio che ho avuto, su cui vorrei fare chiarezza, ho inoltre conosciuto bravissime persone, che mi hanno supporto durante le cure”.
Precisa tutto ciò che vuoi in merito all’infortunio.
“Non è stato praticamente mai specificato cosa io abbia effettivamente avuto. C’è chi crede che sia stata una cosa molto grave ma, per quanto comunque mi abbia limitato, ho avuto una lesione quasi di secondo grado al retto femorale della coscia destra. Il vero problema sono state le varie recidive, perché probabilmente il recupero è stato eccessivamente forzato, motivo per il quale ora desidero tornare al 100%”.
Il tuo focus non può che essere sul futuro. Alcuni colleghi hanno scritto di Napoli, Lazio e Palermo. È inevitabile chiederti quanto ci sia di vero in queste voci.
“Queste squadre menzionate mi seguono da un po’ di tempo, sono voci arrivate anche a me. Ce ne sono anche altre, ma di questo tema preferisco che ne parli chi di dovere. Io penso unicamente a ritrovare la forma migliore per tornare in campo nella mia versione più performante”.
Le tue caratteristiche puntano a colmare la carestia di qualità che contraddistingue il calcio moderno, dove, a piccoli passi, si sta comunque cercando di riscoprire la bellezza del talento, ovviamente inserito nelle necessità del collettivo. Hai dichiarato di cercare una realtà dover poter tornare al 100%, ma qual è invece l’obiettivo a medio-lungo termine che ti sei prefissato?
“Come ho per l’appunto già detto, ora l’obiettivo è la ricerca della migliore condizione. Voglio tornare in campo e desidero farlo al meglio delle mie possibilità. Sul medio-lungo termine, come tutti i giovani calciatori, sogno la Serie A”.







































