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·11 agosto 2026
FIGC, Malagò ridisegna la Federazione: Catapano e Bergamini le nuove pedine del presidente. Ecco chi sono e che ruolo ricopriranno

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La nuova FIGC sta assumendo sempre più la fisionomia voluta da Giovanni Malagò. Il presidente federale continua infatti a intervenire sull’organigramma, individuando profili di fiducia ai quali affidare ruoli strategici all’interno della Federazione. Dopo la scelta di Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale e quella di Roberto Mancini come commissario tecnico dell’Italia, i prossimi ingressi, stando a Tuttosport, dovrebbero essere quelli di Alessandro Catapano e Luca Bergamini.
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Catapano entrerà in carica dall’1 settembre 2026 come portavoce di Malagò, mentre Bergamini è atteso in Federazione già nei prossimi giorni con il ruolo di capo dello staff. Due figure con percorsi differenti, ma destinate a occupare posizioni importanti nella nuova struttura voluta dal presidente.
Alessandro Catapano arriva da una lunga carriera nel giornalismo e nella comunicazione sportiva. Romano, ha iniziato il proprio percorso professionale lavorando tra agenzie, radio e televisione, prima di entrare nel 2003 nella redazione romana de La Gazzetta dello Sport.
Nel quotidiano sportivo è rimasto per circa 17 anni, trasferendosi poi nel 2018 a Milano con l’incarico di vicecaposervizio e occupandosi anche delle dinamiche legate alla politica sportiva. In seguito ha lavorato a La7 come autore de L’Aria che tira e, tra il 2021 e il 2023, ha ricoperto il ruolo di responsabile delle pagine sportive de Il Messaggero.
Negli ultimi anni Catapano si è avvicinato sempre più alla comunicazione istituzionale. Ha lavorato nelle media relations della Federazione Italiana Tennis e Padel, seguendo anche eventi di primo piano come gli Internazionali d’Italia e le ATP Finals, per poi collaborare con altre federazioni sportive.
Dal prossimo 1 settembre sarà quindi chiamato a gestire i rapporti con i media e la comunicazione direttamente collegata all’attività istituzionale di Malagò.
Il percorso di Luca Bergamini è invece profondamente legato al mondo federale e al calcio a 5. Avvocato ed ex portiere, è stato uno dei protagonisti del futsal italiano e ha militato nella storica Roma RCB, entrando successivamente anche nella Hall of Fame del calcio a 5 italiano.
Terminata la carriera agonistica, Bergamini ha intrapreso quella dirigenziale. Dal 2021 al 2024 è stato presidente della Divisione Calcio a 5, mentre nel 2023 ha fatto parte della Commissione Futsal e Beach Soccer della UEFA. Dall’ottobre 2024 è inoltre consigliere d’amministrazione del Bologna.
Bergamini sarebbe stato individuato da Malagò come nuovo capo dello staff della FIGC, con funzioni assimilabili a quelle di un capo di gabinetto: dovrà coordinare i collaboratori più vicini al presidente e occuparsi di una parte significativa dell’organizzazione interna.
Il legame tra Malagò e Bergamini non sarebbe soltanto professionale. I due condividono infatti una lunga conoscenza maturata anche attraverso il calcio a 5 e gli ambienti del Circolo Canottieri Aniene.
Secondo Tuttosport, Bergamini avrebbe avuto anche un ruolo nella candidatura dello stesso Malagò alla presidenza della FIGC, presentandola personalmente. Sempre secondo il quotidiano, i due sarebbero abituati a frequentare gli stessi tornei di calcetto, ai quali prenderebbe parte anche Roberto Mancini.
La costruzione della nuova squadra federale starebbe però creando anche qualche tensione politica. Sempre secondo Tuttosport, la Lega Serie A sarebbe irritata per una serie di decisioni ritenute poco condivise con i club della massima categoria.
Il malumore riguarderebbe soprattutto il metodo utilizzato dal nuovo presidente: diverse scelte sarebbero state comunicate una volta ormai definite, lasciando alla Lega un margine di intervento molto ridotto.
Con Catapano alla comunicazione e Bergamini al coordinamento dello staff, Malagò aggiunge comunque altri due tasselli al proprio progetto. Una FIGC sempre più costruita attorno a figure conosciute e considerate di fiducia, mentre resta da capire se il rapporto con la Serie A diventerà uno dei primi veri terreni di confronto politico della nuova presidenza.







































