Calcionews24
·9 maggio 2026
Fiorentina, il rebus della porta: De Gea vuole restare, ma Martinelli spinge

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Secondo una vecchia massima di Pantaleo Corvino, un direttore sportivo non può permettersi di sbagliare due scelte fondamentali: il portiere e il centravanti. Fabio Paratici, chiamato a ricostruire la Fiorentina dalle fondamenta, ha messo queste priorità in cima alla sua agenda. Se il futuro di Moise Kean dipenderà dalle offerte estive, il capitolo portiere ruota attorno alla figura carismatica di David De Gea. A 35 anni, e con un contratto in scadenza nel 2028, lo spagnolo vive una stagione fatta di grandi parate ma anche di qualche ombra di troppo.
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Nonostante l’età e le sirene di mercato, la volontà di De Gea è cristallina: restare a Firenze. Dopo l’anno sabbatico post-Manchester United, lo spagnolo ha trovato in riva all’Arno un nuovo equilibrio, diventando da fine 2025 il capitano e la guida della squadra di Paolo Vanoli verso una salvezza che appariva utopistica. De Gea si è innamorato della città e del gruppo, dichiarando pubblicamente il suo gradimento per l’avventura italiana. Tuttavia, nel calcio la volontà non sempre coincide con la conferma, specialmente se dovessero arrivare chiamate “da casa” (Manchester) o interferenze da top club come la Juventus, che monitora lo spagnolo come alternativa low-cost.
Se la Fiorentina deciderà di assecondare il desiderio di De Gea per un altro anno, il giovane Tommaso Martinelli resterà probabilmente ancora in prestito (magari alla Sampdoria) per continuare il suo percorso di crescita. Il classe 2006 è considerato da molti il legittimo erede della porta viola: un ventenne già maturo che scalpita per misurarsi con il palcoscenico della Serie A. Il paragone con i coetanei europei, già titolari nei grandi club, alimenta il dibattito tra i tifosi: è meglio puntare sull’usato sicuro o lanciare subito il “ragazzino”?
Il primo passo per definire la gerarchia del futuro sarà la sfida contro il Genoa, dove De Gea guiderà la squadra per blindare definitivamente la categoria. Una volta archiviata la pratica salvezza, Paratici e il portiere spagnolo si siederanno a un tavolo per decidere il da farsi. De Gea sarebbe ben contento di proseguire all’ombra della Cupola del Brunelleschi anche senza palcoscenici europei, ma la dirigenza dovrà valutare se frenare o meno la successione naturale a favore di Martinelli in ottica di svecchiamento della rosa.
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