Lazionews24
·28 settembre 2026
Frattesi: «Il gol era fondamentale per me! Così non mi diranno più che m’inserisco e basta»

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In questa seconda giornata di Nations League l’Italia ha trovato una larga vittoria contro la Turchia, imponendosi per 1-4. Tra i marcatori della serata spicca Davide Frattesi, centrocampista della Lazio, che ai microfoni di Rai Uno nel post gara si è tolto qualche sassolino dalle scarpe:
GOL E REAZIONE SQUADRA – «Era da diverso tempo che non riuscivo a trovare la via del gol, quindi ci tenevo in modo particolare. La cosa fondamentale, però, era fornire una risposta di gruppo sul terreno di gioco dopo la prestazione opaca del debutto. In questa partita siamo riusciti a far divertire il nostro pubblico e la soddisfazione più grande è proprio questa».
IMPORTANZA RISULTATO – «In caso di un ulteriore passaggio a vuoto avremmo rischiato di compromettere quell’entusiasmo che si era progressivamente creato con questo nuovo corso. Conquistare i tre punti oggi era cruciale, anche perché un secondo passo falso avrebbe reso tutto molto più complesso. Ora l’ambiente ritrova morale e fiducia, motivi per cui questo successo pesava tantissimo».
NOVITA’ TATTICHE – «La presenza di elementi stabili al centro dell’attacco costringe i difensori avversari ad accorciare sulle marcature, lasciando più spazio a quattro o cinque uomini per aggredire l’area. Il movimento dell’esterno che accentra il raggio d’azione ci garantisce varianti preziose: in passato capitava che chi riceveva palla davanti non avesse uno scarico immediato. Questa soluzione agevola anche noi centrocampisti; sul campo ci siamo trovati a meraviglia e la speranza è di dare continuità a questo assetto».
ETICHETTE – «Se nelle ultime stagioni non ho trovato continuità, una parte di responsabilità è senza dubbio mia. In campo c’è sempre occasione per fare la differenza, pur riconoscendo che non è elementare esprimersi al massimo giocando ritagli di gara da dieci minuti o alternando la panchina alla titolarità. Trovo che le colpe vadano divise a metà. Allo stesso tempo vorrei sfatare questo luogo comune secondo cui sarei un calciatore capace soltanto di inserirsi: chi mi ha seguito con attenzione nelle prime giornate di campionato ha potuto apprezzare una realtà diversa. Quando un giocatore avverte la fiducia si spinge oltre il 100%, mentre in caso contrario tende a limitarsi al compitino. Lavorerò duramente per cancellare definitivamente questo pregiudizio».
GATTUSO – «Mister Gattuso mi sente quotidianamente perché gli manco, ne approfitto per mandargli un saluto sapendo che ci sta seguendo. Il suo ruolo nella mia crescita è stato determinante e continuerà a esserlo, dato che è riuscito a trasmettermi convinzione in un periodo in cui io stesso iniziavo a dubitare dei miei mezzi. Per dimostrargli la mia gratitudine sarei disposto a fare qualsiasi sacrificio, persino percorrere a piedi il tragitto da Roma a Milano, perché è una persona che lo merita davvero».







































