🎙️ Frattesi: “Sento la Lazio molto mia! Mancini? Mi aveva consigliato di andare a giocare…” | OneFootball

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·25 settembre 2026

🎙️ Frattesi: “Sento la Lazio molto mia! Mancini? Mi aveva consigliato di andare a giocare…”

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Il giocatore della Lazio, Davide Frattesi, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di DAZN.


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Di seguito le sue parole riportate da fcinternews.it:

“Da quando mia nonna è venuta a mancare ho sempre avuto il desiderio di tornare a stare in quella che era stata casa per tanti anni. Sento la Lazio molto ‘mia’, anche il risultato mi cambia a livello umorale. Giocare per la Lazio è come difendere qualcosa di famiglia: andavo allo stadio con papà e fantasticavamo sulla possibilità di arrivare a giocare in prima squadra allo Stadio Olimpico”.

L’INTER – “A partire dal fatto che ti alleni con dei campioni e bene o male quel livello lo puoi raggiungere e lo riporti qui in campo. Parliamo di squadre abituate a vincere, non è contemplato il secondo posto piuttosto del pareggio. C’è una mentalità a livello globale, nell’alimentazione, nelle cure prima e dopo l’allenamento… Questo è ciò che sto cercando di portare nel mio piccolo. Qualcuno mi prende in giro, qualcuno inizia a bere il brodo di gallina perché c’è il collagene (ride, ndr). Sono tutte stupidaggini che alla fine per quanto mi riguarda possono fare la differenza”.

IL COLLOQUIO CON MANCINI PRIMA DI LASCIARE L’INTER –  “Con il mister avevo parlato prima del trasferimento, il suo consiglio era stato comunque quello di andare a giocare. Normale che se arrivi in Nazionale e hai 90 minuti nelle gambe e sei in forma è una cosa, mentre arrivare lì con 10 minuti a partita è un’altra. Questo fa la differenza. Io cerco di aiutare la mia squadra al massimo, se queste prestazioni mi permettono di tornare in Nazionale ben venga”.

LA PARTITA CON IL BARCELLONA – “Una delle cose irripetibili. Penso di essere andato a dormire alle 10 del mattino per l’adrenalina, ero completamente fuori di testa. Non sentivo la fatica. Dopo l’esultanza ho avuto un po’ di giramenti di testa, avevo urlato troppo. Mi sono buttato per terra, è arrivato il dottore e mi ha dato il gel energetico e mi sono ripreso un po’. Ma in quei due minuti dopo l’esultanza vedevo le stelle”.

ACERBI – “Lui è troppo forte ma il destro non lo usa neanche per salire sul pullman. Fa un gol da attaccante, sotto il sette. Poi il mio gol al 99′, è stato tutto speciale”.

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