LazioPress.it
·3 settembre 2026
Frattesi si presenta: "Laziale da sempre. Gattuso? Uno per cui andresti in guerra. Romagnoli?"

In partnership with
Yahoo sportsLazioPress.it
·3 settembre 2026

Archiviate le prime due giornata di campionato, la società biancoceleste ha annunciato la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti arrivati nella Capitale.
A intervenire nella sala conferenze di Formello è stato anche Davide Frattesi, l'acquisto top di questa sessione estiva, essendo già decisivo nelle prime due uscite in campionato con la maglia biancoceleste. Il centrocampista romano ha infatti già firmato due gol che hanno portato la Lazio alla vittoria contro Bologna e Genoa.
Arrivato a Formello in prestito oneroso per 5 milioni, più 10 milioni di diritto di riscatto e il 50% sulla futura rivendita all’Inter, Frattesi si è da subito preso la scena. Di seguito la sue conferenza di presentazione.
Voglio iniziare con una domanda, Davide racconta come sei arrivato qua.
Quando mi hanno detto della Lazio ero in barca ma è stata una cosa molto veloce! Sono laziale da sempre. Con Gattuso c’è stato un rapporto iniziato in Nazionale e poi si sono create dinamiche per cui non ci ho pensato tanto. Mi serviva un progetto come questo e sono stato da subito sicuro della mia scelta venendo con entusiasmo e prospettiva di rendere in modo importante. Questo è ciò che ho pensato sin da subito. Bel centro dove mi posso allenare bene e posso divertirmi.
Io ero raccattapalle. Mio padre mi portava allo stadio in Tevere poi a 11/12 anni venivo a fare il raccattapalle. Forse sotto la sud, vicino a Scamacca mi pare! Perché eravamo noi della Lazio e loro della Roma ai tempi a farlo. La Lazio mi può dare tanto perché è una piazza importante e serve ambire al massimo. Dopo l’ultimo anno che per me è stato difficile credo sia il posto giusto per rilanciarmi e cercare di alzare l’asticella e ambire a traguardi importanti anche qua. Dopo l’ultimo anno ho capito che non sono i soldi che pesano. Le cose importanti sono altre. Cambierei tutto quello che ho per rivedere mia nonna 5 minuti quindi i soldi non sono importanti.
Inter? Ci sono giocatori forti a centrocampo quindi non è facilissimo. L’anno scorso arrivavo da un’operazione all’ernia e quando sono rientrato la testa andava ma le gambe no. Non ero in condizione e per rimettermi a pari mi sono ristirato all’adduttore quindi horipreso ad allenarmi bene a novembre o dicembre. Lì la concorrenza è dura e iniziare la stagione a dicembre è impossibile ed il minutaggio è stato quello che era.
Obiettivi? Non lo so, è presto e abbiamo fatto solo due partite quindi se ne dovrà parlare più avanti. L’esultanza? Dipende dal momento quindi vediamo che succede. Speriamo di segnare. Obiettivi Personali? Se si arriva 15esimi contano poco gli obiettivi personali. Quindi bisogna pensare alla squadra se no le cose non contano. Dove posso aiutare la Lazio? Come società ci pensano loro perché l’impianto è bello, all’avanguardia, c’è addirittura un dentista che all’Inter non c’è. Non voglio fare il messia sono arrivato da tre settimana e sono le piccole cose che cambiano nel tempo. Tante piccole cose diventano grandi e il mister fa benissimo i programmi.
Come mi ha convinto Gattuso? Mi ha detto che mi veniva a prendere! Scherzo, mi ha spiegato la situazione e io sono uno che se vede una cosa impossibile ci si butta. Mi ha spiegato che la situazione qua era un po’ ammosciata e da riprendere e quando me lo ha detto mi ha convinto subito. Ad uno come lui se serve una mano gliela do. Per lui andrei in guerra. Romagnoli? Alessio è uno la cui carriera parla da solo. Per molti era un punto di riferimento. Una bella spina dorsale ma poi nella carriera tocca fare scelte. La capisco la sua scelta, lo salutiamo, un grande in bocca al lupo e personalmente penso che io posso essere un riferimento per i giovani. Non esiste una squadra dove arrivo e divento leader. Per i giovani posso essere utile ma per il resto, come leader, c’è Zaccagni. Per la storia mia c’era la bellezza del viaggio e del cerchio che c’è stato. Qualche mio amico mi massacrava ma per me è stata una bella cosa. Ho bisogno di sentirmi importante quindi sono andato avanti anche grazie a questo entusiasmo che è una delle cose fondamentali per giocare a pallone bene.
Io già da piccolo ero abbastanza concentrato e sicuro su quello che volevo poi ci vuole fortuna, impegno e sacrificio. Se vuoi fare questo da grande devi spendere tutto poi può andare bene o male ma se riesci ad entrare in questo gioco maledetto ti togli delle soddisfazioni incredibili e le togli ai genitori e alla famiglia. Ho un po di cattiveria romana e di sana ignoraanza che pure serve, anzi non è mai abbastanza. Ho sempre voluto tornare a casa ma farlo così presto forse no però ripeto che da quando m’è morta nonna sentivo il bisogno di tornare a casa perché dei soldi non ci faccio nulla, voglio stare con la mia famiglia e i miei amici. Anche se è difficile voglio godermeli di più. Sono andato via a 16 anni e se si può recuperare sarebbe bello.
Contento perché, anche con queste piccole cose, ho lasciato qualcosa di bello. Ecco un aneddoto che spiega i tifosi: Thuram venne da me e disse: ma qua è sempre così? Quindi non è qualcosa di pazzesco solo per noi ma anche per gli altri. Noi dobbiamo concentrarci sul campo e tapparci le orecchie. Come ho detto prima è presto. Dobbiamo confrontarci con banchi di prova anche più difficili. E’ agosto quindi le avversarie non sono al 100%. Poi crescerà la condizione e spero che la nostra sia migliore degli avversari.







































