Frattesi torna sull’addio all’Inter: «Non penso di essere andato via in ritardo, ero innamorato di quell’ambiente» | OneFootball

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·23 settembre 2026

Frattesi torna sull’addio all’Inter: «Non penso di essere andato via in ritardo, ero innamorato di quell’ambiente»

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Frattesi ha raccontato dal ritiro della Nazionale il suo percorso dopo il trasferimento alla Lazio, spiegando i motivi della scelta e il rapporto con Chivu

Davide Frattesi è tornato a parlare della sua esperienza all’Inter e della decisione di lasciare Milano in estate per trasferirsi alla Lazio. Il centrocampista biancoceleste, intervenuto in conferenza stampa dal ritiro della Nazionale italiana, ha ripercorso gli ultimi mesi vissuti in nerazzurro, tra difficoltà personali, poca continuità e il desiderio ritrovato di tornare protagonista.


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L’ex giocatore dell’Inter ha spiegato come il momento complicato della scorsa stagione abbia inciso sulla sua situazione, prima della nuova avventura alla Lazio.

Lo scorso anno ha avuto meno spazio: cosa è cambiato per ritrovare questa energia?«Tutto è partito dallo scorso anno quando non trovavo continuità, anche giustamente perché non stavo bene. Per me è stato un anno difficile, poi quando ti danno fiducia riparti a cannone. Sono felice di essere partito così e di essere arrivato qua così».

Oggi sembra avere la stessa serenità dei tempi del Sassuolo…«Sono due tipi di felicità diverse. Questi 3 anni all’Inter ho vissuto momenti non replicabili a livello di emozioni, è stato tanti alti e bassi. Il primo anno è andato tutto liscio, poi alti e bassi, con bassi molto bassi e alti altissimi. Poi in un posto stai benissimo solo se giochi, la verità è questa. Ora sono felicissimo perché sono tornato a divertirmi, cosa che mi era mancata lo scorso anno all’Inter. Sono periodi, ma ora è tornato il divertimento che avevo da bambino».

Che messaggio vi ha dato Mancini in questo nuovo corso azzurro?«Ho ritrovato il Mancini che avevamo lasciato. Non guardiamo a settimana prossima, ma a più lontano. Anche sbagliando, ma l’importante è trovarci, perché poi quando le partite diventeranno pesanti solo sbagliando potremo fare bene. Ed i nuovi ci daranno una grande mano, ma ripeto, guardiamo a lungo raggio e non solo alla prossima settimana».

Che impressione ha avuto del ritorno di Mancini alla guida della Nazionale?«Io e il gruppo siamo felici che sia tornato, del resto non ci importa. Poi la gente parla, ma voglio vedere in quanti non avrebbero fatto come lui…».

Giocare la prima partita all’Olimpico con l’Italia avrà un significato particolare?«Tornare all’Olimpico è sempre bello, è bello avere parenti e amici lì. La preparazione è sempre la stessa, possesso palla e fase difensiva, oggi proveremo le palle inattive…».

Quanto ha inciso Gattuso nella decisione di approdare alla Lazio?«Le parole che ci siamo detti in estate non erano proprio così carine, ma tralasciamo, mi spronava a suo modo. Posso pure fare 20 gol, ma la ferita di Zenica sanguina ancora e ci vorrà tempo, infatti non ne parliamo mai di questa cosa. Parliamo solo di Lazio perché è una cosa pesante sia per me che per lui. Sono andato alla Lazio perché volevo tornarci e perché c’era lui, ha giocato un ruolo fondamentale per la scelta».

Ha già fissato un obiettivo personale in termini di gol?«Non lo dico, porta sfiga».

Col senno di poi avrebbe potuto lasciare prima l’Inter?«Non penso. Venivo da un anno con Inzaghi, da grandi emozioni e gol pesanti come quello col Barcellona. Poi è arrivato Chivu, abbiamo parlato e ci siamo detti delle cose che mi hanno convinto a non puntare i piedi per andarmene, anche perché ero innamorato di quell’ambiente. Poi col senno di poi è facile parlare, ma non penso di essere andato via in ritardo».

A livello fisico come si sente in questo momento?«Adesso bene, comincio a stare bene nell’arco dei 90 minuti. Poi ora che sto giocando vorrei sempre fare 100 cose ma fa parte del processo, comunque sto bene e sono pronto per queste partite».

Che valutazione dà del livello dell’Italia rispetto alle grandi nazionali?«Non ho visto neanche una partita. MA la differenza c’è, penso alla Francia che anche con la terza squadra potrebbe vincere il Mondiale. Poi però in campo le cose si assottigliano, è una questione di occasioni… Sulla arta la differenza c’è, soprattutto dal punto di vista del ritmo. Gli altri in questo momento vanno al doppio di noi, la verità è questa».

Si aspettava una partenza così positiva della Lazio e come vede la lotta per lo Scudetto?«Onestamente non me lo aspettavo. Abbiamo iniziato con l’entusiasmo basso dopo Mantova, i presupposti non erano dei migliori. Quello che mi piace è che si è creato un bel gruppo e questo fa la differenza, perché riesci a smaltire bene le delusioni e a ricaricarti. Per lo Scudetto chiedete ai ragazzi dell’Inter e della Roma…».

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