Calcio e Finanza
·2 aprile 2026
Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della FIGC

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·2 aprile 2026

Ora è ufficiale: Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della FIGC. Il passo indietro del numero uno della Federcalcio, annunciato nel corso della riunione con tutte le componenti del consiglio federale, è arrivato dopo la debacle della nazionale che, sconfitta dalla Bosnia, ha mancato la qualificazione ai Mondiali per la terza edizione consecutiva. Gravina era stato rieletto nel febbraio 2025 alla presidenza della FIGC per il suo terzo mandato con il 98,68% dei voti a favore, con la conclusione naturale del mandato che sarebbe arrivata nel 2028.
Gravina, che aveva superato indenne la mancata qualificazione ai Mondiali 2022, paga così la crisi degli ultimi giorni dopo il flop degli azzurri di Gattuso (anche lui ora verso le dimissioni). Il 22 giugno andranno in scena le nuove elezioni e i nomi come successore non mancano, da Giovanni Malagò a Giancarlo Abete.
«Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici», si legge nella nota della FIGC.
«Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano».
«Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà, nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile, una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)», conclude la FIGC.
La carriera di Gravina inizia già negli anni ’80. Dopo aver portato il Castel di Sangro in Serie B ricoprendo anche ruoli di consigliere sia a livello di Serie C che Federale, il 22 dicembre 2015 è stato eletto presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico con 31 voti, superando Raffaele Pagnozzi e Paolo Marcheschi, e succedendo a Mario Macalli. Un anno dopo, il 15 novembre 2016, viene confermato alla guida della Lega con un ampio consenso (55 voti contro i 3 dello sfidante Alessandro Barilli).
Il 16 ottobre 2018 si dimette dalla presidenza della Lega Pro e pochi giorni dopo, il 22 ottobre, viene eletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio con il 97,2% dei voti, al termine del periodo di commissariamento guidato da Roberto Fabbricini, subentrato a Carlo Tavecchio dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale 2018.
Nel febbraio 2021 si ricandida alla presidenza FIGC, sfidando il vicepresidente Cosimo Sibilia, sostenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Gravina ottiene l’appoggio della maggioranza del calcio professionistico e delle principali componenti tecniche, venendo rieletto con il 73,45% dei voti. Nello stesso anno entra nel comitato esecutivo della UEFA, risultando il più votato tra gli eletti, diventando nel 2023 vicepresidente.
Durante il suo mandato, l’Italia conquista il titolo europeo a UEFA Euro 2020, mentre nel 2022 e nel 2026 la Nazionale manca per la seconda e terza volta consecutiva la qualificazione ai Mondiali.









































