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·12 febbraio 2026
Gaetano: «E’ troppo importante la partita con il Lecce. Non mi sono mai pentito di essere tornato a Cagliari. Su Pisacane…»

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·12 febbraio 2026

Gianluca Gaetano interviene ai microfoni della trasmissione “Il Cagliari in Diretta“, in onda su Radiolina. Il centrocampista del Cagliari sta vivendo una fase di transizione dopo la scelta di giocare da play davanti alla difesa, il tutto dopo anni vissuti sulla trequarti. Le sue parole:
RUOLO – «E’ una novità per gli altri questo ruolo ma non per me, è il mio ruolo del futuro e da lì non mi muovo più. Dall’inizio del campionato ne parlavamo con Pisacane, poi ci è voluto tempo; dalla Juventus in poi è andata bene. Con Pecchia a Cremona l’avevo fatto nella seconda parte di stagione, a Napoli entravo da mediano o da mezzala».
PAROLE POST COMO – «Trequartista? Mi vedevano lì perché vedevo la porta negli ultimi metri, ma ho detto che mi vedo bene in mezzo al campo per toccare molto di più la palla. Nel traffico prendo troppe botte dai difensori».
GOL ALLA ROMA – «Quella palla lì mi è arrivata e Ghilardi l’ha mancata, allora l’ho stoppata e ho tirato subito una bomba. Si, lì abbiamo capito quanto siamo forti, abbiamo giocato con il pennello meritando la vittoria. Ora l’attenzione deve rimanere alta per quanto poi stiamo facendo bene. Lunedì sarà una partita insidiosa».
FINTO TREQUARTISYATA – «Ad inizio campionato ho detto che con Ranieri facevo la seconda punta e la gente si è confusa, non sono mai stato un bomber. Quel ruolo lì non è il mio».
LA VITA IN SADREGNA – «Mi trovo bene e così è stato dall’inizio, i tifosi mi vogliono bene e si sta bene con il mare e il sole. Son voluto tornare, mi cercavano tanto i tifosi e i compagni, è stato emozionante. Volevo ricambiare tutto questo affetto delle gente! Ringrazio Deiola e Pavoletti che da dentro mi hanno fatto capire cosa vuol dire giocare per quest’isola».
TRATTATIVA PER TORNARE E ANNATA SUCCESSIVA – «Vorrei cancellare il secondo anno, ma è una cosa che mi sarà d’insegnamento. C’era tanta pressione ma non è stata un’annata al 100%, ho fato fatica ad esprimermi fisicamente. Ora sono in ottima condizione. Pensieri dopo il primo anno? Non ho mai pensato di aver sbagliato a tornare a Cagliari. Anche se a volte non vanno bene le cose devi metterci del tuo e fartelo andare bene».
PISACANE – «Conta tanto il dilaogo con il mister, siamo in sintonia, mi piace molto. Gioca a calcio e ti fa capire le cose, prepara benissimo le partite: avrà un futuro meraviglioso, è uno maniacale».
NUMERO 10 – «E’ successo che il 10 dev’esserci in una squadra, qualcuno doveva prendere quel numero lasciato da un grande giocatore come Viola; i compagni mi hanno detto di prenderla. Il 70 era la data di nascita di mio padre. Zola? L’ho conosciuto al mare quest’anno».
MOGLIE E FAMIGLIA – «Stiamo bene a Cagliari, abbiamo trovato la nostra stabilità: mia moglie e mia figlia stanno benissimo. I miei genitori mi chiedono perché parlo in sardo e quando a mia figlia cade qualcosa dice “ojaaa” (ride n.d.r.)».
TROVARE UN PLAY E’ DIFFICILE E POSSIBILE NAZIONALE – «Penso alla Nazionale, però non dev’essere un ossessione. Giorno dopo giorno cerco di mettere qualcosa nella partita così da mettere in difficoltà il mister. Poi vedrò se ci arriverò, che sia ora o più avanti!».
ORARIO – «Io preferirei giocare alle 16, però si dice che la sera tardi fanno giocare le squadre importanti; quindi vuol dire che lo siamo».
ANCORA NAZIONALE – «Ero convocato per la Nazionale, ma poi con la Salernitana mi sono fatto male. Ho parlato con Spalletti e gli ho detto che non ce l’avrei fatta, poi non mi hanno più chiamato. Non perdo la speranza, combatto sempre per arrivare».
CIBO SARDO – «E’ buonissimo il cibo sardo, la fregula, le pardule e il maialetto».
SOCIAL – «Ho poco rapporto con i social, scrollo ma non posto molto. Dopo una sconfitta? Si, dopo una sconfitta rimaniamo con i piedi per terra per poi ripartire».
IDOLI E PARAGONI – «Il mio idolo era Pogba, poi lo è diventato Hamsik, con il quale ho giocato assieme. Zappa ogni giorno mi chiama Andrea in riferimento a Pirlo. Con la Juve mi chiamava Gattuso perché sono stato più strong».
CORAGGIO PISACANE – «Lo è stato, come lo è stato nel caso di Idrissi, Trepy e Pintus, ci ha messo del suo! Oggi Marco è Palestra, ma non era così quando è arrivato. Giovani? Mi sento maturo calcisticamente, gli anni passano ed ho fatto esperienze. I giovani ancora non mi chiedono consigli».
PRIMAVERA NAPOLI – «Quando ero giovane davo io il premio partita? Nono, è una fake news. Non facevo premi in denaro».
SCUDETTO NAPOLI – «Quell’annata è stata una cosa magnifica, un’emozione indescrivilbile. Ancora più bello essere stato tra i marcatori di quella stagione del Napoli».
MUSICA – «La musica non fa per me, la ascolto solo, mi piacciono più quelli vecchi come Gigi D’Alessio che quelli di ora. Sento Reggaeton e poco altro. Luvumbo? Grande perdita da questo punto di vista ».
CALCIOMERCATO E KILICOSY – «Luvumbo è stato un grande fratello con il quale abbiamo fatto tante battaglie insieme. Sono arrivati altri che saranno all’altezza, Dossena e Sulemana li conoscevo bene; Albarracin è un buon giocatore. Kilicsoy parla ancora poco italiano, conosce qualche frase. Turco? No, non lo sto imparando ma gli facciamo mettere canzoni turche. Dopo i gol ha portato le pizzette sfoglie».
CAGLIARI-LECCE – «Siamo carichi perché dobbiamo raggiugere la salvezza, dobbiamo andare ad intravedere questa strada: sarà una partita troppo importante! Gol? Ho un buon feeling, mio padre mi ha detto che sono la loro bestia nera. Gli ho fatto 4 gol contro!».
ESPOSITO – «Vado d’accordo con Esposito, abbiamo fatto anche la Nazionale insieme, ci conoscevamo».
DEIOLA – «Abbiamo un buon rapporto da quando sono arrivato, è stato il primo ad accogliermi. Gli dissi che entrando con il Lecce l’avremo ribaltata e così è stata. Gol più bello? Quello con la Lazio, il primo».
MINA – «Mina è il più bravo a ballare nel Cagliari».
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