Calcionews24
·3 gennaio 2026
Gasperini e il ritorno all’Atalanta (da avversario). Che gara si aspetta l’attuale tecnico della Roma?

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·3 gennaio 2026

Gasperini torna a casa, anche se quella panchina non è più la sua. Il suo ritorno a Bergamo da avversario è l’occasione per un editoriale carico di emozione e nostalgia firmato da Cristiano Gatti sul Corriere dello Sport.
Il faccione del “Gasp” che sovrasta la ferrovia, pur sbiadito dal tempo, è il simbolo indelebile di una favola sportiva che ha segnato un decennio.Gatti descrive questo ritorno come un evento che, inevitabilmente, scatenerà «fremiti e rossori, per i più morbidoni il ciglio umido», nonostante le premesse da battaglia sportiva (“ognuno per la sua strada, senza prigionieri”). Perché, scrive Gatti,«”anche nella stagione dell’intelligenza artificiale restiamo nonostante tutto uomini, con un residuo ancestrale di cuore e sentimenti».
aranno minuti intensi quelli prima del fischio d’inizio, in cui «scorreranno teneramente dieci anni di favola favolosa, talmente incredibile che già oggi sembra impossibile sia successa davvero». Una storia nata da una scommessa folle, quella di un allenatore «arrivato come ripiego» e subito a rischio esonero, capace di proporre al presidente «la scommessa del secolo: fuori i senatori mollaccioni con la panza piena, dentro i ragazzini del vivaio di Zingonia».
Da lì, l’inizio del “luna-park”, con una «squadretta di provincia» che si ritrova a «dettare legge in Italia e poi anche in Europa».Ma oltre ai risultati sportivi – le cinque qualificazioni in Champions, le finali di Coppa Italia, la vittoria dell’Europa League e le «plusvalenze da nababbi» – ciò che resterà scolpito nella storia è lo stile di gioco imposto dal «cocciuto idealista, dell’inguaribile piantagrane»: il pressing asfissiante, la voglia di «vincere giocando bene, segnare sempre un gol più degli altri, e soprattutto mai, mai, mai sentirsi piccoli, neanche davanti ai più grandi».
Un calcio che Guardiola definì “come andare dal dentista”.Stasera, vedendo Gasperini camminare «a passi lenti verso la panchina sbagliata», Bergamo «non resterà fredda». E anche se la vita continua e bisogna voltare pagina, quel «c’era una volta, a Bergamo, un mondo così» non sarà facile da dimenticare, perché “certe amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. E stasera, anche per pochi minuti, la meraviglia di quella favola tornerà a rivivere.









































