Calcio e Finanza
·4 febbraio 2026
Genoa, Lopez: «Sucu e Blazquez decisivi per il mercato. Abbiamo investito senza cedere big»

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·4 febbraio 2026

Il Genoa traccia la linea dopo il mercato di gennaio. Nella giornata di ieri è intervenuto il Chief of Football del Grifone, Diego Lopez, che in conferenza stampa ha ripercorso strategie, obiettivi e scelte fatte dal club rossoblù, tra presente e futuro. Dalla compattezza societaria alla volontà di proteggere i pilastri della squadra, fino agli investimenti sui giovani e alla fiducia nella salvezza, il dirigente ha raccontato la filosofia che ha guidato ogni operazione.
In apertura, Lopez ha sottolineato quanto sia stato determinante l’appoggio della proprietà per intervenire con decisione sul mercato: «Ovviamente abbiamo avuto il supporto del presidente Sucu e del CEO Blazquez per fare tutto ciò che abbiamo fatto nel mercato: ottimizzare la rosa, proteggere la squadra sportivamente parlando, per migliorarla e portare caratteristiche diverse. Tutte le decisioni al Genoa si prendono insieme, nella stessa direzione. Non tutte le squadre sono così, qua al Genoa lavoriamo tutti nella stessa direzione. Questo mercato è anche un segnale di come vogliamo farlo».
Poi Lopez è entrato nel merito del lavoro svolto a gennaio, spiegando come l’obiettivo non fosse rivoluzionare ma rifinire una squadra già competitiva: «Prima di tutto, il mercato di gennaio serve più per aggiustare che rivoluzionare la squadra. Vedendo il valore che sta prendendo questa squadra ogni weekend, non è facile migliorare una squadra che ha una tendenza molto positiva e che sta dimostrando di essere competitiva contro tutte le squadre di Serie A. Volevamo mettere al centro del progetto la parte sportiva e non dimenticare l’obiettivo, che ad oggi è la salvezza».
«Avevamo tre obiettivi principali. Ottimizzare la squadra perché avevamo troppi giocatori per lavorar nel quotidiano. Penso lo abbiamo raggiunto: tra i giocatori andati via solo Thorsby – che è un caso diverso – aveva più del 30% del minutaggio in Serie A, gli altri non andavano vicini al 10%. Le decisioni si prendono anche sulla base della parte sportiva, la crescita giorno per giorno della squadra e l’adattabilità, perché abbiamo giocatori qua che non giocavano, che meritavano spazio e non lo trovavano. Abbiamo raggiunto l’obiettivo di ottimizzare la squadra. Avevamo giocatori nello stesso ruolo che non giocavano. In secondo luogo, volevamo proteggere i pilastri della squadra, ossia i giocatori con più minuti, e lo abbiamo fatto. Giocatori importanti hanno ricevuto offerte: abbiamo deciso di mettere al centro del progetto la parte sportiva, ed è stato fatto».
«In terzo luogo – ha sottolineato Lopez –, volevamo aggiungere in squadra caratteristiche che non aveva. Abbiamo parlato di caratteristiche di cui potesse avere bisogno la squadra e abbiamo fatto entrare giocatori con caratteristiche differenti rispetto a quelle che abbiamo, che possono dare duttilità a mister De Rossi. Detto questo, non mi accontento mai e lo riconosco anche nel mio allenatore. Questo mi piace. Siamo il Genoa e il Genoa deve essere ambizioso. Difficilmente mi troverete soddisfatto dopo un mercato perché penso sempre che si può fare meglio, ma bisogna avere la consapevolezza che il mercato di gennaio è complicato. Non tutti i giocatori sono a disposizione. Ci sono tante squadre che bloccano i giocatori, come abbiamo fatto anche noi. Si può sempre può migliorare e già da oggi lavoreremo per il futuro».
Ampio spazio anche al nuovo innesto Amorim, seguito a lungo dallo scouting rossoblù: «Risponde al bisogno di tenere la partita in mano, è un giocatore che si sente a suo agio con la palla. Ci lavoravamo da qualche mese. Abbiamo seguito la sua evoluzione, che è stata molto positiva, e abbiamo deciso di andare su di lui con convinzione, con determinazione. Può sicuramente darci una mano. Abbiamo agito in maniera determinata perché non eravamo la sola squadra su di lui. Abbiamo trovato tanta predisposizione. Il giocatore ha capito la piazza, il progetto, il campionato e il fatto che fosse il giocatore giusto per noi oggi e siamo stati capaci di convincere anche il suo entourage e il club, che aveva già qualche offerta con soldi ricevuti subito e sei mesi in prestito all’Alverca. Mi ha convinto la parte calcistica, mi ha colpito per la sua regolarità di gioco, per il suo coraggio unito alle sue caratteristiche fisiche. Anche se non ha grandissima altezza, ha forza nell’impatto fisico. E ancor più importante – anzi, forse ancora più importante – ha la mentalità, e senza questa non si diventa giocatori. Se facciamo un investimento così guardiamo tutto, anche il contorno familiare. È un ragazzo che pensa alla sua carriera, è simile a noi, ci assomiglia, e ci ha dato molto nella decisone finale».
Parlando dei giovani mandati a giocare, Lopez ha chiarito la logica di alcune scelte: «Venturino è un giocatore forte, un esterno di qualità, ma è stata anche una decisione tattica. Non trovava spazio con noi, non giocavamo con esterni alti e ha trovato una squadra dove aveva un allenatore che gli piaceva e un contesto tattico più interessante, così è andato in prestito con diritto. Nel caso di Fini, l’obiettivo era mettere minuti in una squadra che giocherà per vincere. Per noi questo è importante. Abbiamo trovato nel giocatore la voglia di giocare più minuti. Sono cose prese in considerazione, sono giocatori che saranno seguiti fino a giugno».
A proposito delle operazioni portate a termine, Lopez si è soffermato sul riscatto del centrale di difesa Leo Ostigard, sottolineando che «a questo prezzo è stata un’opportunità che ci siamo creati con la dinamica dell’uscita di Gronbaek, un ragazzo che si allena benissimo e con una qualità che non scopro certo io ma che non aveva minuti, e abbiamo preso Leo a condizioni più favorevoli per il Genoa. Un giocatore che ti dà grande gerarchia difensiva, non solamente fino a giugno, ma per il futuro».
A proposito delle offerte ricevute per alcuni titolari, Lopez ha detto che «le richieste sono sempre state su quei giocatori che hanno mercato e interesse. Devo dire che non è stato facile, ma abbiamo anche trovato giocatori molto felici al Genoa. Sono giocatori che non hanno chiesto di andare via, che sono rimasti con la testa sul quotidiano e sulle partite. Questo devo dirlo pubblicamente perché è importante avere giocatori con questo livello di coinvolgimento nella squadra, vuol dire che su di loro possiamo contare. Arrivano squadre, fanno offerte, ma abbiamo valutato di trattenere i giocatori con più mercato della squadra perché fanno parte dei pilastri di questa squadra».
In chiusura, tra bilanci e filosofia, il Chief of Football del Genoa ha voluto ribadire il principio guida: «Le nostre cose non cambiano in base a ciò che fanno gli altri, noi possiamo controllare ciò che facciamo noi. Il nostro obiettivo è la salvezza, abbiamo fiducia in squadra, staff e mister. I giocatori che arrivano devono ambientarsi il più rapidamente possibile e mettersi a disposizione per aiutare la squadra».








































