Calcio e Finanza
·30 aprile 2026
Gervasoni ai pm: in Inter-Roma fu solo un erroraccio del VAR, non ci fu ingerenza

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·30 aprile 2026

L’ormai noto episodio in Inter-Roma del 27 aprile del 2025, con trattenuta su Bisseck in area e rigore non dato ai nerazzurri, è stato un “erroraccio del Var”, ma non c’è stata “alcuna ingerenza” e poi ci fu, invece, un “briefing arbitrale” proprio su quel caso, che è stato punito giustamente con “votazioni negative” per i ‘protagonisti’.
Così Andrea Gervasoni, supervisore Var autosospeso difeso dall’avvocato Michele Ducci, ha spiegato nell’interrogatorio davanti al pm di Milano Maurizio Ascione quella vicenda che, tra l’altro, non gli viene contestata come imputazione, ma di cui gli inquirenti gli hanno chiesto conto dato che “se ne è parlato sui giornali”, facendo riferimento ad un suo presunto condizionamento. Lo riporta l’Ansa.
A Gervasoni, invece, è stata contestata, nel corso dell’interrogatorio, un’intercettazione tra due persone da cui, secondo gli inquirenti, emergerebbe che Gervasoni sarebbe intervenuto con una delle ormai note “bussate” sulla sala Var per far modificare la decisione dell’assegnazione di un rigore, poi revocato, in Salernitana-Modena di serie B del 2025. E sul punto l’arbitro 50enne, difeso dal legale Michele Ducci, si è difeso con un “dato fisico insuperabile”: lui era in un’altra “palazzina” perché seguiva le partite di A.
Gervasoni, da quanto si è saputo, ha fatto presente che fino a luglio dello scorso anno c’era un solo supervisore Var per la B e per la A e “quindi si sacrificava la serie B per seguire ovviamente la A e io anche quel giorno – ha detto in sostanza – ero nella palazzina” della A del centro Var di Lissone.
Il suo legale ha depositato pure la planimetria per dimostrare la distanza tra i due edifici, chiarendo che era proprio “in un luogo diverso”. E ha depositato anche i filmati e gli audio delle due partite, tra cui anche Inter-Roma, non contestato comunque dai pm.
La Procura ha letto e gli ha fatto ascoltare l’audio di quella intercettazione che sarebbe, secondo l’accusa, la prova a suo carico. Intercettazione successiva alla partita: un dialogo tra due arbitri, pare, che avrebbero fatto riferimento ad un condizionamento di Gervasoni per far revocare il rigore che era stato dato al Modena. Nell’interrogatorio il pm ha mostrato sia i filmati della sala Var di Salernitana-Modena che di Inter-Roma. Sul primo caso Gervasoni ha fatto presente, sulla base dei filmati, che la discussione in sala Var “durò 20 secondi” e che lui non poteva ‘volare’ da una palazzina all’altra.
Il senso della difesa, poi, è anche questo: “Non è mai intervenuto, ma anche se l’avesse fatto per far prendere una decisione giusta, sarebbe questa una frode sportiva?”. Su altre domande più di “sistema”, su Rocchi, sulle “bussate” più in generale e sulle designazioni, Gervasoni non ha voluto rispondere, perché, ha spiegato il legale, “siamo rimasti nel perimetro della imputazione”. E ha fatto presente, poi, che la materia dei rigori dati e non dati e degli episodi dubbi o meno è comunque “materia opinabile”.







































