Giménez si racconta: “Ho l’ADHD come mio figlio. Ho pianto quando l’ho scoperto, ma…” | OneFootball

Giménez si racconta: “Ho l’ADHD come mio figlio. Ho pianto quando l’ho scoperto, ma…” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: DirettaCalcioMercato

DirettaCalcioMercato

·1 ottobre 2026

Giménez si racconta: “Ho l’ADHD come mio figlio. Ho pianto quando l’ho scoperto, ma…”

Immagine dell'articolo:Giménez si racconta: “Ho l’ADHD come mio figlio. Ho pianto quando l’ho scoperto, ma…”

In una profonda ed toccante testimonianza, il difensore del Deportivo La Coruña e della Nazionale uruguaiana, José María Giménez, ha rivelato di aver ricevuto di recente la diagnosi di ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività). Il centrale uruguaiano  ha condiviso le difficoltà vissute durante l’infanzia e il forte impatto emotivo nel constatare la stessa condizione nel figlio di 8 anni.

La diagnosi di ADHD e le difficoltà d’infanzia

Il calciatore uruguaiano ha ripercorso gli anni scolastici e le incomprensioni legate al suo comportamento: “Sono una persona che ha l’ADHD, mi è stato diagnosticato di recente. Tutto mi costava molto di più, specialmente a causa del problema del comportamento.


OneFootball Video


Per i miei studi, ho sempre fatto relativamente bene, ma a causa del mio comportamento sono stato condannato… poveri insegnanti che dovevano avere a che fare con me“.

Il legame con il figlio e la scoperta della componente ereditaria

Giménez ha raccontato il momento in cui ha capito che anche il figlio stava affrontando le sue stesse dinamiche cognitive: “Ho un figlio con ADHD. L’hanno scoperto insieme a me e ha 8 anni. Quando mi hanno detto che è ereditario, ho iniziato a piangere, specialmente perché otto anni fa non lo capivo.

Pensavo che, parlando male e presto, non mi ascoltasse, non gli importasse di niente. Gli dicevo: ‘Ti sto parlando, rispettami, voglio dire, non fare così’. E la realtà è che non era così, era la sua testa che funzionava in quel modo“.

Il messaggio di supporto di Giménez e la nuova consapevolezza

L’impegno del centrale dell’Atlético è ora rivolto ad accompagnare il figlio con empatia e serenità: “Quando gli ho parlato e gli ho dovuto dire questo, gli ho detto: ‘Sei speciale, come papà, e dobbiamo prendere una pillola ogni mattina e dobbiamo provare a concentrarci, essere calmi’. È così che lo accompagni un po’“.

Visualizza l' imprint del creator