Goncalo Ramos: «Voglio giocare le partite vere e provare a vincere lo scudetto. Ibrahimovic il mio idolo ma…» | OneFootball

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·19 agosto 2026

Goncalo Ramos: «Voglio giocare le partite vere e provare a vincere lo scudetto. Ibrahimovic il mio idolo ma…»

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Goncalo Ramos si racconta: «Al Milan voglio vincere lo scudetto», dal rapporto con Amorim alla maglia numero 9 e all’obiettivo gol

In occasione dell’incontro con i tifosi presso il Flagship Store di via Dante, a Milano, Gonçalo Ramos ha incontrato anche i giornalisti presenti, soffermandosi sui suoi primi giorni in rossonero e sulle ambizioni per la nuova stagione. Il nuovo attaccante del Milan ha parlato del rapporto con Rúben Amorim, dei suoi modelli offensivi, della pressione legata al costo del trasferimento e degli obiettivi personali e di squadra.


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Come stanno andando queste prime settimane con la maglia rossonera e cosa ti ha convinto a scegliere il Milan?

«Sono passate già tre settimane e per ora è andato tutto molto bene. Questa è la mia prima settimana di allenamenti qua a Milanello e posso dirvi già che è la mia preferita, perché finalmente posso toccare con mano cos’è questo club, sentire l’energia, quel qualcosa nell’aria… E vuol dire anche che stiamo anche per cominciare la Serie A. Non è che mi piacciano tanto le amichevoli estive, io voglio giocare le partite vere. Ho scelto il Milan perché è uno dei migliori club al mondo e mi è piaciuto subito il progetto».

Quali grandi attaccanti della storia del Milan hanno rappresentato per te un modello?

«È difficile dire solo un nome… Van Basten, ma anche Ronaldo Nazario. Ma personalmente il mio preferito è stato Ibrahimovic. È stato uno dei miei giocatori preferiti. Se dovessi sceglierne uno direi Zlatan, l’ho visto giocare crescendo».

Dopo tutto quello che hai già conquistato, vuoi continuare a vincere anche con il Milan?

«Ho vinto quasi tutto. Voglio vincere sempre e far parte di squadre vincenti. Sono qui per questo e per aiutare la squadra, lavorare tanto e provare a vincere lo scudetto».

Che sensazioni ti sta dando il lavoro quotidiano con Rúben Amorim?

«È la prima volta che lavoro con lui. Lo conosco per come ha allenato altre squadre negli ultimi anni. Lavorare con lui è stimolante. Mi piace la sua idea di calcio e di farne parte».

La tradizione negativa legata alla maglia numero 9 del Milan ti preoccupa?

«Non credo a queste cose, credo solo nel lavoro. Magari io sono più “maledetto” del numero, lo vedremo (ride, ndr)».

Hai già fissato un numero di gol da raggiungere in questa stagione?

«Non mi piace parlare di numeri. Voglio segnarne un sacco ovviamente, ma è ancora più importante che la squadra vinca».

Quando sono arrivati i primi contatti con il Milan?

«I primi contatti ci sono stati durante la Coppa del Mondo. Ho parlato col club e ho fatto le visite, poi il giorno dopo ho firmato. Non è vero che ho fatto le visite mediche 15 giorni prima. È stato comunque tutto molto veloce, tutti volevano che fosse fatto nel modo più veloce possibile. Questo è il modo giusto di fare le cose».

Hai indicato Ibrahimovic come tuo idolo: hai avuto modo di sentirlo prima del trasferimento? E Kvaratskhelia può davvero puntare al Pallone d’Oro?

«Non ho avuto tempo di parlare con lui, non l’ho ancora conosciuto di persona. Kvara certo che può vincerlo. Gioca nella squadra che ha vinto la Champions League, è stato l’MVP. Sarà sicuramente nelle posizioni al top e spero che lo vinca, è un mio amico».

Ti abbiamo visto protagonista anche con degli assist contro il Manchester United: quanto fa parte del tuo modo di giocare?

«Certo, voglio anche fare degli assist. Chi mi conosce sa che posso giocare anche in questo modo e posso fare degli assist. Spero di aiutare la squadra anche con gli assist e non solo con i gol. Ma questo dipende anche dalla partita».

Come vivi l’ipotesi che Cristiano Ronaldo possa essere alla sua ultima stagione prima del ritiro?

«È difficile da credere che stia finendo la sua carriera. Sinceramente non so cosa sia il calcio senza di lui, sarà veramente strano. Però l’età non mente, un giorno tutti quanti ci ritireremo…».

Essere diventato il trasferimento più costoso nella storia del Milan aumenta la pressione su di te?

«Per il momento non sento quel tipo di pressione. Sento la pressione di giocare qui e di dover vincere ogni partita. Voglio essere un giocatore importante e aiutare la squadra, mi hanno preso per questo. Sono pronto per tutto».

Quanto ha inciso sulla tua scelta l’idea di calcio offensivo portata avanti da Amorim?

«Vuol dire molto, perché nel calcio di oggi è molto importante l’allenatore. È lui che scegli chi gioca e io voglio giocare in squadre che attaccano e dominano le partite. Questa è l’idea del nostro allenatore e per me è stato molto importante: sono stato molto felice quando ho sentito dirglielo».

Che emozione hai provato segnando contro il Manchester United in amichevole?

«È stato il mio primo gol ma non l’ho percepito in questo modo, alla fine in amichevole non conta… Voglio segnare sul serio in Serie A, in Europa League e in Coppa Italia per avere la sensazione vera».

Cosa pensi di poter trasmettere ai giovani del Milan, come Francesco Camarda?

«Penso che posso insegnargli tante cose, ma posso anche imparare da lui. Siamo giocatori diversi con qualità diverse. Sono un po’ più esperto di lui e quindi posso insegnargli qualche consiglio sul modo di giocare e parlandogli di quello che ho vinto, e come l’ho vinto. È bello condividere con gli altri, insegnare ma anche imparare dai più giovani».

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