Hakimi, rinvio a giudizio confermato per l’accusa di violenza sessuale: il messaggio social durante i Mondiali 2026 | OneFootball

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Calcionews24

·19 giugno 2026

Hakimi, rinvio a giudizio confermato per l’accusa di violenza sessuale: il messaggio social durante i Mondiali 2026

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Hakimi, rinvio a giudizio confermato per l’accusa di violenza sessuale: il messaggio social del terzino del Marocco durante i Mondiali 2026

La Corte d’Appello di Versailles ha confermato il rinvio a giudizio di Achraf Hakimi davanti alla corte penale degli Hauts-de-Seine nell’ambito del procedimento per l’accusa di violenza sessuale. Una decisione arrivata in un momento particolarmente delicato per il calciatore, attualmente impegnato ai Mondiali 2026 con il Marocco.

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Il caso resta al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, mentre il difensore ha scelto di rompere il silenzio attraverso un messaggio pubblicato sui social. Una presa di posizione pubblica arrivata nonostante le indicazioni della sua avvocata, che gli avrebbe consigliato di mantenere il massimo riserbo in attesa del processo.

Hakimi, lo sfogo su X dopo la decisione della Corte

Sul proprio profilo X, Hakimi ha affidato a un lungo messaggio la sua reazione alla vicenda. Il giocatore ha scritto: «La giustizia mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stato un caso’». Parole forti, con cui il difensore ha espresso tutto il proprio disagio rispetto alla situazione.

Nel suo intervento, Hakimi ha spiegato di aver scelto per anni la strada del silenzio, della discrezione e dell’attesa, confidando nel lavoro della giustizia. Lo stesso calciatore ha aggiunto: «Ho pensato che restare dignitoso, paziente e fidarmi della giustizia avrebbe portato alle decisioni giuste».

Hakimi, l’attesa del processo e la posizione del giocatore

Il difensore marocchino ha poi sottolineato di sentirsi travolto da una ricostruzione che, a suo dire, non rispecchierebbe la realtà dei fatti. Nel messaggio pubblicato sui social ha scritto ancora: «Una storia che non è la mia viene raccontata a danno della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile».

In chiusura, Hakimi ha ribadito la volontà di affrontare il processo e di poter finalmente esporre la propria versione: «Aspetto questo processo dal primo giorno. Ora lo attendo ancora di più. Finalmente potrò parlare». La vicenda giudiziaria resta dunque aperta, mentre il giocatore continua il proprio percorso con il Marocco ai Mondiali 2026.

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