Hutchinson Milan, il retroscena su Amorim e il paragone con Leao: «Voglio avere il suo impatto» | OneFootball

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·9 settembre 2026

Hutchinson Milan, il retroscena su Amorim e il paragone con Leao: «Voglio avere il suo impatto»

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Milan, Omari Hutchinson si presenta ai tifosi rossoneri: i primi giorni a Milano, il rapporto con Ruben Amorim e gli obiettivi per la nuova stagione

Omari Hutchinson è stato l’ultimo rinforzo, in ordine di tempo, della campagna acquisti estiva del Milan. L’esterno offensivo giamaicano si è trasferito in rossonero dal Nottingham con la formula del prestito oneroso accompagnato dal diritto di riscatto.

Nella giornata di oggi il nuovo giocatore milanista ha incontrato i tifosi presso il Flagship Store AC Milan di via Dante, a Milano. Durante l’evento, Hutchinson ha raccontato il proprio ambientamento, la passione dei sostenitori rossoneri e il ruolo avuto da Ruben Amorim nella trattativa.


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SUI PRIMI GIORNI A MILANO E AL MILAN

Come sta procedendo il tuo ambientamento nella nuova realtà rossonera?

«Stanno andando bene. Ho dovuto solo sistemarmi molto velocemente. Al momento sto in hotel, sto cercando di trovare un appartamento. Con il gruppo è stato fantastico. Gli allenatori mi stanno davvero aiutando e parlano tutti inglese, quindi per ora è stato facile per me. Anche i compagni di squadra sono fantastici. Tutti stanno cercando di aiutarmi a integrarmi il più rapidamente possibile. E dal punto di vista del gioco, penso che il mister stia cercando di inserirmi gradualmente, di farmi abituare al gruppo, di farmi abituare stando in panchina per capire il gioco. Quindi sì, da quel lato è stato abbastanza tranquillo».

Quale aspetto dell’ambiente milanista ti ha impressionato maggiormente al tuo arrivo?

«La tifoseria. Mi ha colpito quanto siano tutti così appassionati al Milan e quanta fame abbiano: vogliono vincere e vedere la loro squadra avere successo».

Provi maggiore soddisfazione quando segni oppure quando servi un passaggio decisivo a un compagno?

«Dipende. A volte mi piace fare assist, mi dà gioia, ma anche segnare mi dà molta fiducia. Quindi direi entrambi. Devi fare entrambe le cose: per essere un giocatore migliore devi saperle fare tutte e due. Quindi cerco di farlo il più possibile».

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SU AMORIM E IL TESTIMONE DI LEAO

In che modo si è concretizzata la possibilità di trasferirti al Milan?

«Penso semplicemente che il mister mi volesse. Credo abbia parlato con la dirigenza, anche loro erano molto interessati, ed è stato abbastanza semplice perché ho giocato contro Amorim nella partita contro il Manchester United. Penso sia rimasto davvero impressionato da me e ha detto che gli serviva un giocatore in quella posizione che fosse mancino; ha detto che rientravo nei suoi parametri, quindi non è stato troppo difficile».

Hai ancora in mente la rete realizzata nella partita in cui affrontasti Amorim?

«Sì, mi ricordo del gol. Come ho detto prima, nella mia prima partita giocata contro Amorim ho fatto bene. Ha detto che l’ho impressionato e penso che questo sia molto importante. Da quando sono arrivato mi sta aiutando molto, mi parla spesso: è stato davvero eccezionale con me».

Amorim ti ha già spiegato quali difficoltà tattiche potresti incontrare nel calcio italiano?

«È la prima cosa che mi ha detto Amorim quando ci siamo parlati al telefono la prima volta: mi ha detto che dovrò scardinare le difese perché a volte le squadre giocheranno con un blocco basso. Penso di avere le qualità per farlo e non vedo l’ora di scendere in campo».

Prima del trasferimento al Milan quanto conoscevi e seguivi il campionato italiano?

«A essere sincero, no. Ovviamente vedevo le squadre su Fifa, a volte i video highlights su Instagram e cose del genere, ma ora che mi sono trasferito ho visto molte più cose e sono pronto a giocarci».

Avverti una responsabilità particolare raccogliendo l’eredità lasciata da Leao nel reparto offensivo?

«Non proprio. Penso che giochiamo su due lati diversi del campo. Lui è un’ala sinistra, io sono a destra, ma ovviamente voglio avere l’impatto che ha avuto lui quando faceva bene qui. Credo in me stesso e ho un lavoro da fare».

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