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·31 agosto 2026
Il Bernabéu si riconcilia con il Real Madrid

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I blancos si impongono sul Málaga in una notevole prova collettiva, con un Bellingham stellare, e la tifoseria riconosce impegno e qualità di gioco. I ragazzi di Funes resistono ma pagano l’inesperienza
Il Bernabéu non protesta per capriccio. È esigente, come riconobbe Mourinho, e questa caratteristica costruisce i titoli. Per questo sa riconoscere quando una squadra che può, vuole. Il Madrid della nuova stagione sta tornando a coinvolgere la sua gente con sudore e calcio. È vero che il Málaga è una neopromossa, ma quante partite contro avversari inferiori si sono perse nella mediocrità degli ultimi due anni. Mourinho ha motivi per sentirsi soddisfatto della sua squadra. E non sbagliatevi perché, nonostante la sconfitta, anche il malaguismo ha motivi per illudersi. Una squadra di casa, con personalità e coraggio, capace di rialzarsi dopo una tempesta di dieci minuti e di non disunirsi. Nemmeno davanti al miglior Bellingham da quella irruzione abbagliante nella Liga.
Migliaia di tifosi del Málaga hanno approfittato dell’ultimo colpo di coda di agosto per chiudere le vacanze al Santiago Bernabéu. Tornare nel colosseo blanco è sempre una festa, ma farlo dopo tanti anni nel fango e con una squadra di canterani guidata da Funes riempie d’orgoglio. Il professore che ha trasformato una candidata alla retrocessione in una squadra da Primera ha preparato la sfida come al Metropolitano. Si sono guadagnati il diritto di godersela. E lì si sono presentati, con Chupe, Recio, Izan o Larrubia, che è stato il primo ad avvisare con una diagonale dopo 20 secondi. Certo, la risposta è stata fulminea, con una volée di Trent vicina all’incrocio. 38 secondi e la partita prometteva bene.
Perché il Madrid rimaneggiato si è messo a giocare contro il giovane Málaga. Mourinho ha cambiato i terzini, ha dato libertà a Camavinga in mezzo, a Rüdiger dietro e a Brahim a destra. Valverde in regia e la BMV, intoccabili. Chi li toglie. Soprattutto Bellingham, imponente come agli inizi con la maglia blanca. Ha controllato sulla linea mediana, ha puntato in diagonale da sinistra, si è liberato di Izan, di Galilea e di Garrido e ha costruito un gol monumentale, battendo Herrero rasoterra. È stato rivisto il braccio di Jude all’inizio dell’azione, ma era poca cosa, e VAR e Martínez Munuera hanno convalidato con buon senso. Per molto meno in passato sono stati annullati decine di gol.
Il gol ha stordito il Málaga, che non è riuscito a inceppare il calcio dei blancos. Preciso, paziente e, quando la situazione lo richiedeva, rapido. Con l’arma di Trent sulla destra, che ha un piede educatissimo e la cui minaccia sul cross obbliga già l’avversario a proteggersi. Da quel lato è arrivato il secondo, su una girata di Kylian respinta da Herrero con una gran mano, ma Jude ha raccolto di testa, Puga ha provato a salvare ma il rinvio è rimbalzato sul portiere. Autogol, anche se involontario. È già stato detto il valore di Trent nelle partite di ampio dominio, e a lui va attribuita una buona percentuale del terzo. Il cross arretrato, teso, perfetto, ha permesso a Mbappé di concludere al volo col destro e portarsi a 4 nella classifica Pichichi.
Il Madrid ha brillato in quella mezz’ora abbondante, anche se il Málaga ha pareggiato le statistiche nel tratto finale. Un tiro di Rafa sul palo su calcio d’angolo preparato e un altro di Chupe sull’esterno della rete hanno sottolineato il coraggio e la buona struttura della squadra malaguista, nonostante il duro castigo all’intervallo. Ma i blancos avevano concesso poco, con Brahim applicato nelle coperture e Vini a macinare chilometri per aiutare la squadra. In assenza del guizzo individuale, solidità collettiva. Funes ha cambiato Rafa all’intervallo, anche se non aveva giocato male. Ma qualcosa doveva fare per cambiare una dinamica che faceva pensare a una goleada. È riuscito almeno ad abbassare i giri di una sfida che i blancos controllavano senza troppa fatica. Di fatto, hanno colpito anche un palo in un’altra irresistibile irruzione di Bellingham, da sinistra e col mancino, che si è stampata sul legno. Imperiale l’inglese, che quando fa lo Zidane è incontenibile. Il Bernabéu si stava divertendo. Tanto da applaudire con entusiasmo una pressione di Cucurella e Valverde sulla fascia. Lo sforzo porta spesso al bel gioco
Il calo del Madrid ha permesso al Málaga di crescere, rivitalizzato dai cambi. Juan Cruz ha cercato l’incrocio, e Larrubia ha lasciato perle di classe, come un tunnel a Camavinga di altissima scuola. Ciò che ha sorpreso è stato che Mourinho non abbia esaurito i cambi. Ha inserito Diomande, Arda, eccellente nel quarto gol, già nel recupero, e Bernardo. Senza toccare Vini, autore di un altro assist, e Mbappé. Ha invece cambiato nel finale Bellingham, che ha fatto alzare in piedi il Bernabéu non solo per il suo gol e il suo gioco. Anche per la sua gerarchia e la leadership nel rimproverare i compagni per non essere rientrati su una ripartenza del Málaga. Anche la sua trasformazione spiega il grande cambiamento del Madrid. Venerdì alla Cartuja avrà una prova di alto livello per consolidare il suo netto miglioramento.
/Marca
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































