Zerocinquantuno
·16 aprile 2026
Il Bologna non onora né la maglia né la coppa: umiliazione in casa dell’Aston Villa, 4-0 per un mesto saluto all’Europa League

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·16 aprile 2026

O la va o la spacca, senza più niente da perdere. Il Bologna si presenta al Villa Park di Birmingham per la terza volta nelle ultime due stagioni e, nel ritorno dei quarti di Europa League, va a caccia di un’autentica impresa: ribaltare l’1-3 maturato una settimana fa al Dall’Ara. Emery recupera l’acciaccato Martinez e riparte dal consueto 4-4-2 che prevede capitan McGinn e Buendia sulle fasce con licenza di entrare dentro il campo, mentre in attacco viene confermata la super coppia Watkins-Rogers. Italiano, orfano del suo totem difensivo Lucumí per squalifica, disegna un 4-3-3 con la peculiarità dei terzini a piede invertito, dunque Miranda a destra e Joao Mario a sinistra; in porta torna Ravaglia, al centro della retroguardia ci sono Vitik e Casale, in mediana Moro, Freuler e Ferguson e davanti un tridente composto da Bernardeschi, Castro e Rowe. Al seguito della squadra quasi 2.500 tifosi: un cuore gigantesco, applausi per loro.
Purtroppo i sogni di rimonta rossoblù si spengono presto: dopo un quarto d’ora abbastanza equilibrato con anche una botta di Bernardeschi parata da Martinez al 12′, l’Aston Villa comincia a tracimare, favorito dall’atteggiamento e dalle scelta rivedibili di avversari che non sembrano all’altezza di un tale palcoscenico. Al 16′ i padroni di casa si esibiscono in una splendida azione palla al piede nello stretto e Rogers serve al cecchino Watkins un pallone solo da appoggiare in rete per l’1-0, al 19′ Ravaglia si distende bene per neutralizzare un destro a giro ancora di Rogers, e al 23′ un tocco di braccio pur involontario di Vitik in area viene punito da arbitro e VAR col rigore: dal dischetto va Rogers e Ravaglia, con un gran intervento, gli dice di no. Pur nella sofferenza, potrebbe essere un episodio importante per acquisire entusiasmo e rimettere un minimo in discussione il dominio inglese, ma sulla conseguente rimessa laterale di Digne la difesa felsinea si addormenta e Buendia, dopo aver messo a sedere Moro, schiaffa nel sacco il 2-0. Il BFC rimette la testa fuori dal guscio solo al 38′, quando Castro non riesce ad avventarsi su un bel traversone tagliato di Rowe, ma al 39′ i Villans calano il tris: McGinn sfonda per vie centrali in mezzo a tante belle statuine e libera a sinistra Rogers, che si riscatta infilando di potenza sul primo palo un incerto Ravaglia. All’intervallo il punteggio aggregato dice 6-1 e la serata assume i contorni di un’autentica umiliazione.
In avvio di ripresa Italiano si decide finalmente a correggere una mossa tattica rivelatasi deleteria, viste in particolare le difficoltà di Miranda, e rimette i terzini sul loro piede forte, con Zortea a rilevare Joao Mario. Entrano anche Sohm per Freuler e Orsolini per Bernardeschi, e proprio ‘Orso’ al 7′ si rende protagonista con una scorribanda in area chiusa da una rasoiata mancina allargata a fil di palo da un tocco di Digne. I minuti trascorrono senza ulteriori scossoni, con gli uomini di Emery che tra una sostituzione e l’altra badano soprattutto a controllare la situazione e conservare energie in ottica Premier, e gli ospiti che pur con decorosa volontà non vanno oltre ad una conclusione troppo debole di Moro dalla distanza al 23′. Sul rettangolo verde compaiono pure Odgaard ed Heggem (fuori Castro e Casale, quest’ultimo per problemi fisici) ma non c’è modo di cambiare nemmeno di una virgola uno scenario ormai cristallizzato: al 41′ Orsolini pare avere la chance giusta su assist di Sohm dalla linea di fondo, ma tra il numero 7 e la porta quasi sguarnita spunta di nuovo il piede di Digne. Potrebbe finire così, ma l’Aston Villa non è ancora sazio e all’89’, da corner, Konsa s’inventa una fantastica girata al volo e inchioda il 4-0.
Sanchez pensa giustamente di non assegnare recupero e così il doppio confronto termina con un impietoso 7-1. Di fronte ad un risultato del genere, pur tenendo conto del valore sia tecnico che economico degli avversari, davanti ai quali c’è solo da togliersi il cappello, c’è ben poco da dire: buona prova ed errori imperdonabili all’andata, pessima prova ed errori altrettanto gravi al ritorno, facendo emergere tutte quelle lacune che hanno contraddistinto l’annata rossoblù da dicembre in poi. Il BFC saluta l’Europa League e purtroppo lo fa a testa bassa, perché un conto è perdere e un altro farsi schiacciare così (specie stasera), regalando a destra e a manca e dando quindi l’impressione di essere una squadra qualunque capitata lì per caso. La cosa fa particolarmente male per chi, come noi, sa che invece questo Bologna non è una squadra qualunque, ed è un vero peccato che una stagione piena di stimoli e opportunità stia tramontando mestamente. Forse un giorno capiremo davvero il perché, intanto speriamo che Ferguson e compagni abbiano voglia di farsi perdonare la brutta figura odierna andando a sputare sangue domenica a Torino contro la Juventus.
ASTON VILLA-BOLOGNA 4-0
ASTON VILLA (4-4-2): Martinez; Cash, Konsa, P. Torres, Digne; McGinn (19′ st Bailey), Onana (33′ st Bogarde), Tielemans (29′ st D. Luiz), Buendia; Watkins (19′ st Abraham), Rogers (29′ st Sancho). A disp.: Bizot, Wright, Lindelof, Mings, Elliott, A. Garcia, Maatsen. All.: Emery
BOLOGNA (4-3-3): Ravaglia; Miranda, Vitik, Casale (37′ st Heggem), J. Mario (1′ st Zortea); Moro, Freuler (1′ st Sohm), Ferguson; Bernardeschi (1′ st Orsolini), Castro (31′ st Odgaard), Rowe. A disp.: Pessina, Franceschelli, Pobega, Lykogiannis, Cambiaghi, Castaldo. All.:









































