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·3 agosto 2026

IL CAMPO, IL SUO PALCOSCENICO

Immagine dell'articolo:IL CAMPO, IL SUO PALCOSCENICO

C'era Franco Baresi, eccome se c'era, quando 20 anni dopo il Bernabéu il Milan tornava Campione d'Europa, questa volta non a Madrid ma a Barcellona. Milan-Steaua Bucarest (24 maggio 1989), la vittoria per 4-0 nella Finale di Coppa dei Campioni al Camp Nou di Barcellona, nella notte in cui Baresi ha guidato la difesa con una perfezione tattica assoluta. Il suo cuore e il suo esempio hanno inciso, sia pure da bordocampo, anche in Milan-Barcellona (18 maggio 1994), la Partita del Secolo.

Era il trionfo per 4-0 nella Finale di Champions League ad Atene; pur giocando in emergenza senza Baresi squalificato nella Semifinale secca di San Siro, la sua leadership e la gestione del reparto difensivo contro il grande Barça di Johan Cruijff restano un capolavoro storico del calcio. E ancora oggi, con un grande Mondiale americano appena passato gli archivi, l'immagine più iconica della storia del calcio negli Stati Uniti resta la sua, in lacrime, al termine dei rigori della Finalissima tra l'Italia e il Brasile. Era il 17 luglio 1994, la Finale del Mondiale a Pasadena, USA. Franco era sceso in campo dopo un recupero record a soli 25 giorni dall'operazione al menisco, disputando una partita mostruosa in cui ha letteralmente arginato fuoriclasse come Romario e Bebeto, arrivando a sfiorare quella coppa persa solo dal dischetto.


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LE GIOCATE PASSATE ALLA STORIA Franco Baresi è stato un maestro del recupero difensivo grazie a tempismo, intelligenza tattica e scivolate pulite. Gli interventi alla Baresi "in purezza!" univano la capacità di anticipare l'avversario a una lettura geometrica dello spazio, eccellendo soprattutto nel chiudere in velocità e nel far ripartire l'azione. Franco leggeva la traiettoria del pallone prima degli attaccanti, un po' perché era predestinato, un po' perché la vera fiamma sempre accesa nel camino del suo stato d'animo era quella di proteggere il suo caro Milan. Perché il tifoso del Milan prendeva coscienza di aver subito gol, solo quando sentiva sapore di mandorle amare in bocca ma anche quando rivedeva se stesso nel velo di rimpianto dello sguardo di Franco. Ma poi la partita ricominciava e lui arrivava in tackle impattando la sfera senza commettere fallo.

Baresi compensava la statura non eccezionale con un posizionamento perfetto. Il recupero leggendario di Franco Baresi su Carlos Aguilera, in un Milan-Torino 1-0 del dicembre 1993 pochi giorni prima di volare in Giappone per la Finale mondiale contro il San Paolo di Cafu e Leonardo, è un prodigioso scatto in scivolata con cui il Capitano del Milan recuperò metri preziosi per deviare il pallone in angolo, sventando una palla gol clamorosa dell'attaccante dei granata. Baresi, con il risultato in equilibrio, era riuscito a recuperare due o tre metri di svantaggio ad Aguilera con un'accelerazione formidabile. Il suo intervento finale e decisivo era stato una scivolata pulita e tempestiva, piombando come un falco per togliere la sfera direttamente dai piedi dell'avversario: palla spedita in calcio d'angolo tra lo stupore e l'ammirazione del pubblico.

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I DUELLI DELLA STORIA: I GRANDI 10 "PASSATI" DALLE PARTI DI BARESI I grandi duelli di Franco Baresi in marcatura contro i grandi artisti del calcio di tutti i tempi, hanno visto il leggendario capitano del Milan e della Nazionale affrontare campioni immensi come Diego Armando Maradona, Michel Platini e Zico. Forse con il grande Diego la sfida più dura e affascinante in Serie A, con scontri storici tra Milan e Napoli. Erano proprio loro due le due trincee sportive delle sfide leggendarie tra rossoneri e azzurri negli anni Ottanta, simbolo di un calcio fatto di massimo rispetto, lealtà in campo e genialità pura. Fermare Diego non era un compito che lo stesso Franco poteva affrontare da solo; serviva quasi sempre il raddoppio o la superiorità numerica di tre o quattro calciatori, unendo la tattica a interventi duri ma leali. Nonostante i colpi presi in campo, Maradona non si lamentava mai e a fine partita c'era sempre il gesto di stima con lo scambio delle maglie, un ricordo prezioso per il Capitano del Milan. "Il difensore più forte che io abbia mai incontrato", le parole del Pibe de Oro, "Senza bisogno di picchiare, ma interveniva lui e la palla che stavo controllando spariva...".

Del resto Michel Platini lo aveva avvisato: "Vedrai quando giocherai contro Franco Baresi...". Scintille di calcio e storia anche nei confronti con Michel Platini, sfide che negli anni '80 hanno rappresentato l'essenza del calcio italiano dell'epoca, caratterizzati da rispetto reciproco, battaglie leali sul campo e sfide memorabili in Milan-Juventus. Lo stesso Franco Baresi ha raccontato in seguito come marcare campioni del calibro di Platini, Maradona e Zico non gli facesse dormire la notte prima della partita. Anche il grande Zico ha incrociato Franco Baresi: l'intelligenza e la classe del fuoriclasse brasiliano affrontate con marcatura stretta e rispetto. Calciatori come il brasiliano della Seleçao e dell'Udinese erano imprevedibili e richiedevano un'attenzione difensiva massima. Ma mai senza lealtà sportiva: erano considerate vere battaglie sul rettangolo verde, ma sempre improntate al fair play e alla stima reciproca.

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