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·19 agosto 2026
Il DT dell’AIA Messina: “Agli arbitri chiedo il coraggio di decidere. Ex giocatori al VAR? Mi pare complicato”

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“Vogliamo arbitri coraggiosi. Quando sei deciso e sicuro, beh, fai la tua scelta, agisci” parola di Domenico Messina, che nell’intervista a La Gazzetta dello Sport ha parlato di VAR, nuove regole e non solo. Il Direttore Tecnico dell’AIA (il primo nel nuovo ruolo) ha spronato gli arbitri ad avere coraggio anche nelle decisioni apparentemente “scomode”: “Chiedo il coraggio di decidere anche e soprattutto quando una decisione costa, nel senso che se esiste un rigore al novantesimo contro la squadra di casa si dà. Niente paura. Mai“.
Prima di accettare l’incarico di DT dell’AIA, Messina ha ricoperto lo stesso ruolo in Serbia. “L’incarico mi ha permesso di poter scegliere una squadra all’altezza” ha dichiarato. “La condivisione e la fiducia mostratemi da Malagò hanno fatto il resto nel voler tornare“.
“VAR? Bisogna tornare su una formula semplice”
Alla domanda su che cosa significa essere Direttore Tecnico degli arbitri italiani, l’ex designatore ha risposto così: “Non c’è solamente l’evidenza di separazione fra parte politica e sportiva. Parteciperò a raduni, incontri, alle “call”, faremo incontri settimanali: servono linee chiare per tutti mutuate dalla Uefa, non è normale che ci siano linee differenti fra gare italiane ed estero“. Che cosa chiede agli arbitri italiani? “Di divertirsi. Quindi di avere il piacere di arbitrare. E poi serve rispetto, educazione, professionalità ed entusiasmo. E rispetto dell’etica: se qualcuno sbaglia pagherà“
E sull’uniformità di giudizio non ha dubbi: “Utopia“. Poi, Messina è tornato sulle parole di Roberto Rosetti, il capo degli arbitri della UEFA, che ha spronato a un minor utilizzo del VAR durante le partite. “Bisogna tornare a una formula semplice, del chiaro ed evidente errore: si usa quando serve” ha detto il DT. “Il Var è un po’ come un angelo custode ma non deve re-arbitrare la partita, deve solo ripristinare la verità del campo“.
Messina è tornato su un episodio in Sampdoria-Palermo del 2015, quando ci fu un gol non visto. “Tiro, traversa, rete e il gol non venne dato. Era impossibile da vedere“. L’ex designatore invocò l’introduzione della tecnologia per ridurre il rischio di errori: “Da lì a poco, fors’anche per la mia presa di posizione, nacque la “Goal line technology”.
Il discorso si è spostato sulle modifiche al regolamento adottate negli scorsi mesi, a partire dalla Coppa del Mondo. “Le regole evolvono perché gli allenatori o comunque il mondo del calcio giocato trova escamotage e stratagemmi per, mi passi il termine, aggirarli. Che siano perdite di tempo o altre cose. E allora il regolamento cambia“.
“Ex giocatori al VAR? Mi pare complicato”
Messina è tornato sull’inchiesta giudiziaria della Procura di Milano su “arbitropoli”, che ha portato all’archiviazione della vicenda: “Ho sentito Gianluca (Rocchi, ndr). Mi dispiace per Gianluca uomo, perché passare certe situazioni non è facile“. Il dirigente dell’AIA ha ricordato le sensazioni provate durante i tempi di Calciopoli: “Ero preoccupato non per me, perché sapevo di non aver fatto nulla di male, bensì per la mia famiglia. Ed è qui che capisco cosa ha provato Rocchi“.
Nell’intervista è stata citata anche la novità del mondo arbitrale che arriva dall’Inghilterra: ex calciatori iscritti al corso per arbitri. In Italia sarà possibile questo scenario? “Non credo basti fare un corso per diventare arbitro o Vmo” ha risposto Messina. “Sennò non si spiegherebbe che da noi un ragazzo ci mette quasi vent’anni ad arrivare a certi livelli. Ex giocatori al Var? Mi pare complicatoE infine, Messina ha incoronato Daniele Orsato nel ruolo di designatore degli arbitri di Serie A e B: “







































