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·25 aprile 2026
Il Frosinone cala il tris: Calò, Fiori e Kone stendono la Carrarese

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Un Teatro dei Sogni tinti di gialloblu. Quelli del Frosinone e della Carrarese. Il Benito Stirpe ha ospitato quest'oggi il match tra i padroni di casa e la compagine apuana.
In dubbio fino - presumibilmente - a poco prima della partita, Bracaglia parte dal primo minuto, consentendo ad Alvini di non perdere una parte cruciale del magnifico ingranaggio costruito. L'ottimo Calabro si affida al talento di Hasa e Rubino.
Parte in maniera reboante il Frosinone, che dopo appena due minuti conquista il primo calcio d'angolo. I ragazzi del tecnico di Fucecchio cercando, dunque, di imprimere sin da subito il proprio ritmo. Al 5', sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto dalla destra, Monterisi è insidioso, ma il suo colpo di testa termina a lato.
La Carrarese non abbandona la solita compattezza, cerca di attaccare con più uomini e non disdegna la palla lunga a scavalcare il centrocampo, così da beneficiare degli attacchi della profondità di Finotto (che non ritrova, però, a poter giocare dei palloni realmente insidiosi) e degli inserimenti degli interni di centrocampo per eventuali seconde palle. Al 19' squillo interessante di Rubino, che va in transizione dopo un controllo difettoso di Gelli: il destro del classe 2006 termina a lato della porta difesa da Palmisani.
Esauriti gli impulsi iniziali, il Frosinone fatica a produrre occasioni nitide, favorendo rinnovato coraggio per gli avversari. Al 26' Raimondo controlla divinamente un pallone con il petto e, quasi sulla linea di fondo, offre un allettante invito al centro dell'area di rigore, dove però nessuno dei suoi compagni si fa trovare pronto.
Da segnalare i pochi palloni toccati da Ghedjemis, che nella prima mezz'ora non è eccessivamente coinvolto, mentre è spesso sollecitato Kvernadze.

Luigi Canu / IPA Sport / IPA
È proprio il georgiano che, al 41', ha la chance probabilmente più importante della partita, con una conclusione mancina dall'interno dell'area di rigore che Bleve è bravo a respingere in angolo. Un minuto dopo, la Carrarese in contropiede spreca un altrettanto notevole chance con Finotto, che viene ipnotizzato da Palmisani. Due lampi improvvisi, che ravvivano un match che si stava rivelando abbastanza piatto.
Al 44' l'episodio che avrebbe potuto il match: intervento di Bouah su Calò, l'arbitro Rapuano viene richiamato al VAR, ma al termine della revisione decide di non espellere il calciatore apuano. Restano, a tal proposito, tanti dubbi sulla bontà della decisione.
Tentativo di Cichella, che al 46' non centra la porta con un destro dai venti metri. Risponde subito dopo Rubino, il più presente dei suoi in termini di fatturato generato, ma anche in questo caso la conclusione termina alta. Termina, dopo tre minuti di recupero, il primo tempo.
Al 49' occasione gigante per Parlanti, che svirgola un calcio di rigore in movimento servitogli dall'ottima sovrapposizione di Zanon. Sul capovolgimento di fronte, Gelli si libera e, dal limite dell'area, calcia magnificamente col destro, ma la traversa gli nega la gioia del gol.
Al 54' cambia la partita: Belloni colpisce il pallone con la mano e, dopo aver inizialmente fischiato punizione dal limite dell'area, Rapuano (su segnalazione del VAR) cambia la decisione e assegna il calcio di rigore (tra le vibranti e inevitabili proteste dei calciatori della Carrarese). Dal dischetto Calò - come sempre - non sbaglia.
Nella ripresa, sin da subito, i padroni di casa cominciano a cercare con più insistenza Ghedjemis, mentre Gelli al 58' va vicinissimo al 2-0.
Calabro con un triplo cambio cerca di scuotere i suoi, ma dopo lo svantaggio è un'altra Carrarese - una versione certamente peggiore - rispetto a quella vista nel primo tempo.
Al 72' il Frosinone segna il 2-0, con Fiori che timbra il cartellino appena due minuti dopo essere entrato. Chapeau, dunque, ad Alvini per l'intuizione.
Nonostante la girandola di cambi e la totale modifica del reparto offensivo, la Carrarese non riesce comunque a rendersi pericolosa. Da segnalare, ad ogni modo, il tentativo di Parlanti all'86', smanacciato dall'attento Palmisani, e il palo esterno - su tentativo di cross - colpito da Hasa qualche istante dopo.
Al 95', pochi istanti prima del triplice fischio, Kone viene atterrato da Bleve conquista un calcio di rigore, che lui stesso trasforma.
Al termine dei cinque minuti di recupero assegnati dal direttore di gara, il Frosinone può meritatamente esultare. In attesa del Venezia, i ciociari si aggiungono ai lagunari e al Monza a quota 75 punti. Il sogno (o l'obiettivo?) è ancora lì.
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