DirettaCalcioMercato
·4 ottobre 2026
Il Mancini bis sta convincendo! Dalla forza del gruppo agli accorgimenti tattici: ecco come sta cambiando l’Italia

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Tre partite non sono certamente sufficienti per giudicare, ma l’avventura bis di Mancini sulla panchina della nazionale sta convincendo quasi tutti.
Una vittoria, un pareggio ed una sconfitta: questo il bottino raccolto finora da Roberto Mancini nella sua seconda esperienza sulla panchina dell’Italia. Visto come era iniziato il secondo viaggio – un amareggiante 0-2 contro il Belgio – gli umori non erano di certo dei migliori, ma la squadra ha saputo reagire sfornando due prestazioni di assoluto livello, prima contro la Turchia e poi contro la Francia. Ma quali sono i “segreti” di Mancini? Come sta cambiando la Nazionale? Scopriamolo insieme!
L’ex attaccante della Sampdoria è partito da un fondamentale: creare un gruppo forte. Sembra una banalità, ma la vera forza dei team vincenti – soprattutto se sprovvisti di fenomeni come questa nazionale – è fondarsi su gruppo squadra coeso ed unito, e nelle ultime due partite degli azzurri l’impressione è stata che questo ci sia.
Poi le modifiche tattiche: si torna alla difesa a 4, che negli ultimi due impegni ha funzionato bene. In attacco occhio alla variante con tre punte: contro la squadra di Zidane sono stati schierati i due fratelli Esposito (Pio come boa, Sebastiano largo), accompagnati da Kean. Difficile vederlo riproposto sempre, ma è una soluzione che può risultare interessante, soprattutto visto l’approccio offensivo di questa squadra.
Questo secondo ciclo Mancini vuole ripartire dai giovani: non c’è spazio per le delusioni passate, e per questo è giusto chiamare anche chi a quest’ultime non ha partecipato. Dentro Kayode (perché la prima presenza in prima squadra solo ora?), Sebastiano Esposito, Doumbia e tanti altri. Serviva coraggio, e per ora sembra che ci sia.
Infine, bisogna ripartire dalle certezze: nonostante la macchia di Zenica, giocatori come Donnarumma, Bastoni, Tonali e non solo sono imprescindibili per questa nazionale. È quindi giusto confermali – sarebbe una follia non farlo – e metterli al centro del progetto: la prossima qualificazione al Mondiale passerà anche dai loro piedi.







































