Il Milan pensa a Tony D’Amico in caso di addio di Tare: quali sono stati i suoi colpi più importanti e perché i rossoneri punterebbero proprio su di lui | OneFootball

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·8 maggio 2026

Il Milan pensa a Tony D’Amico in caso di addio di Tare: quali sono stati i suoi colpi più importanti e perché i rossoneri punterebbero proprio su di lui

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Il Milan potrebbe sostituire la possibile partenza di Igli Tare con Tony D’Amico: ecco i suoi colpi più importanti e perché i rossoneri lo vogliono

Il mercato non si gioca esclusivamente sul rettangolo verde, ma prende forma anche dietro le scrivanie. In casa Milan, l’assetto della futura area tecnica sta attraversando una fase di profonda incertezza. Le ultime indiscrezioni di Nicolò Schira delineano uno scenario a sorpresa: il legame lavorativo tra il club e Igli Tare potrebbe incredibilmente esaurirsi alla fine dell’attuale campionato. Sebbene l’ex ds biancoceleste sia sbarcato a Milano solo la scorsa estate circondato da grandi aspettative, la sua permanenza è ora in forte dubbio. Di conseguenza, i vertici societari si stanno già muovendo per individuare una nuova figura dirigenziale a cui affidare la pianificazione della prossima sessione estiva.


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Tony D’Amico in pole position: da Verona ai trionfi con la Dea

Tra i molteplici candidati al vaglio della proprietà, il nome in assoluto vantaggio per la successione è quello di Tony D’Amico. Il dirigente classe 1980 rappresenta oggi uno dei profili più brillanti e preparati dell’intero panorama calcistico italiano. Il suo solido percorso manageriale ha preso il volo all’Hellas Verona, dove, partendo dalla guida del settore scouting fino ad arrivare al ruolo di direttore sportivo (dal 2018 al 2022), ha saputo unire risultati sportivi eccellenti a una valorizzazione dei giovani senza precedenti. Attualmente in forza all’Atalanta, D’Amico si è definitivamente consacrato a livello internazionale, lavorando in perfetta sinergia con Gian Piero Gasperini per costruire la corazzata capace di conquistare una storica Europa League e ora con Palladino.

I colpi di mercato e perché il Diavolo farebbe bene a sceglierlo

Il vero marchio di fabbrica del dirigente abruzzese risiede nella straordinaria capacità di scovare talenti semi-sconosciuti e generare plusvalenze record. Già durante l’esperienza veneta si è distinto per le formidabili intuizioni legate a giocatori come Amir Rrahmani, Sofyan Amrabat e Marash Kumbulla. A Bergamo il suo fiuto si è confermato infallibile: è lui l’artefice dell’arrivo di Rasmus Hojlund (poi rivenduto a peso d’oro in Premier League), così come degli acquisti strategici di Ademola Lookman ed Ederson, senza dimenticare la scommessa vinta sul rilancio di Charles De Ketelaere e il colpo Mateo Retegui.

Il Milan farebbe benissimo a puntare su di lui per inaugurare l’eventuale post-Tare. D’Amico incarna in maniera millimetrica il profilo ideale ricercato dal progetto tecnico rossonero: un manager visionario, capace di anticipare la concorrenza garantendo la totale sostenibilità economica senza mai rinunciare all’altissima competitività tecnica. Un curriculum di tale spessore rappresenterebbe la garanzia perfetta per mantenere il Diavolo ai vertici del calcio europeo.

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