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·2 giugno 2026

Il piano di Florentino per il Real Madrid: il calcio in una newco da 10 mld aperta a nuovi soci

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Florentino Pérez punta a cambiare il modello di governance del Real Madrid per provare a raccogliere capitali da investitori terzi senza irritare i soci e passare alla storia come il presidente che ha privatizzato il club più titolato del mondo. Soprattutto con le elezioni contro Enrique Riquelme ormai alle porte.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Mundo, gli avvocati del presidente dei blancos, che lavorano sul dossier da oltre un anno avrebbero finalmente trovato la soluzione ritenuta capace di convincere i soci del Real Madrid.


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Stando a quanto riferito da fonti vicine a Florentino Perez, lo schema allo studio prevede il trasferimento del “business del calcio” a una nuova società controllata dal Real Madrid (che è un’associazione sportiva senza fini di lucro con quasi 100.000 soci) e la vendita di una quota di minoranza di questa newco a uno o più investitori finanziari.

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Sebbene non esista ancora una definizione precisa di ciò che rientra nel “business calcistico”, è prevedibile che nella newco vengano conferite le principali fonti di ricavo del club:

  • diritti televisivi
  • sponsorizzazioni
  • merchandising
  • proventi derivanti dalla cessione dei calciatori

Non vi rientrerebbe invece lo sfruttamento commerciale del Santiago Bernabéu, già trasferito al fondo statunitense Sixth Street.

L’idea di Florentino Perez sarebbe quella di vendere una quota di minoranza della nuova filiale a uno o più investitori finanziari in modo da raccogliere le risorse per continuare a tenere testa a club come Manchester City e PSG controllati da fondi legati alle monarchie del Golfo Persico.

Tali investitori, secondo quanto riferito da El Mundo, non avrebbero però diritti di voto nella gestione sportiva del Real Madrid.

L’obiettivo di Perez sarebbe di cedere tra il 5% e il 10% della nuova società. Le stime che circolano nell’entourage del presidente di ACS indicano che tale partecipazione potrebbe essere valutata tra 500 milioni e 1 miliardo di euro (enterprise value nell’ambito dell’operazione), il che implicherebbe una valutazione complessiva della filiale di circa 10 miliardi di euro. Un’iniezione di liquidità considerata cruciale alla luce della situazione economica del club.

«Non siamo come il Barcellona, ma non navighiamo nemmeno nell’abbondanza», affermano le fonti consultate da El Mundo.

Si tratta dell’ultimo schema di trasformazione suggerito a Pérez. Inizialmente, infatti, il presidente aveva valutato un’altra strada: trasformare il Real Madrid da associazione sportiva a società commerciale. In quel modello, il 51% del capitale sarebbe rimasto alla Fondazione Real Madrid, che sarebbe diventata l’azionista di maggioranza, mentre il restante capitale sarebbe stato collocato presso investitori privati, come anticipato da El Confidencial.

Gli avvocati, tuttavia, hanno scartato questa soluzione per le sue implicazioni giuridiche e fiscali, optando infine per la societarizzazione del business sportivo. Questa strada, almeno in teoria, richiederebbe a Florentino Pérez di sottoporre la questione a un referendum tra i soci.

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