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·21 gennaio 2026
In Serie A il “fattore campo” non è più un fattore

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·21 gennaio 2026

Osservando i principali campionati europei emerge un dato significativo: la Serie A è quello con la percentuale più bassa di vittorie ottenute dalle squadre di casa. In Italia si vince tra le mura amiche nel 36,7% dei casi, una quota sensibilmente inferiore rispetto agli altri tornei di vertice. Anche rispetto alla Premier League, penultima in questa particolare classifica, il divario è evidente: in Inghilterra le vittorie interne si attestano intorno al 45%, con uno scarto quasi del 10% in termini relativi.
Questa caratteristica può essere interpretata come il risultato di una combinazione di fattori. Dal punto di vista tattico, la Serie A si distingue storicamente per uno stile di gioco più prudente e ragionato, orientato al controllo delle situazioni più che alla costante ricerca dell’intensità. A supporto di questa lettura c’è anche la differenza relativamente contenuta tra vittorie in casa e in trasferta, che suggerisce come molte squadre adottino un approccio simile indipendentemente dal contesto ambientale.
Un altro aspetto rilevante riguarda il metro arbitrale, che in Italia tende a essere mediamente più rigoroso e interventista. Questo stile di direzione di gara, combinato con l’impostazione tattica delle squadre, contribuisce spesso a partite più frammentate, caratterizzate da numerose interruzioni, fischi frequenti e tempi morti. Il ritmo si spezza con facilità, rendendo più difficile per le squadre di casa costruire pressione continua e sfruttare l’inerzia emotiva del pubblico.
Incide anche il contesto strutturale degli stadi. Molti impianti italiani sono storici o coinvolti in lunghi processi di ristrutturazione, come nel caso del Franchi di Firenze. In queste condizioni, nonostante tifoserie notoriamente calorose, l’ambiente può risultare meno compatto e meno incisivo sul piano emotivo. In passato, inoltre, non sono mancati casi di squadre costrette a disputare le proprie gare interne in città diverse per l’inagibilità temporanea dello stadio, una situazione che attenua ulteriormente il concetto di “fattore casa”.







































