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·7 luglio 2026

Infantino Trump, uffici nella Trump Tower e legame politico: dentro il rapporto tra la FIFA e la Casa Bianca

Immagine dell'articolo:Infantino Trump, uffici nella Trump Tower e legame politico: dentro il rapporto tra la FIFA e la Casa Bianca

Infantino Trump, il rapporto sempre più stretto tra la FIFA e Casa Bianca: così i due sono diventati amici tra elogi politici e non solo

Il rapporto tra Gianni Infantino e Donald Trump continua a far discutere il mondo del calcio e della politica internazionale. Come racconta la Gazzetta dello Sport, il legame tra il presidente della FIFA e quello degli Stati Uniti si è consolidato negli anni tra incontri pubblici, elogi politici, iniziative comuni e anche interessi logistici, come l’apertura di uffici FIFA nella Trump Tower di New York.


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Un anno fa, Infantino ed Eric Trump, figlio del presidente americano, si mostrarono insieme con il trofeo del Mondiale per club, destinato a essere esposto proprio nella Trump Tower. In quell’occasione venne definito anche l’accordo per l’affitto da parte della FIFA di alcuni spazi al 17° piano del grattacielo sulla Fifth Avenue.

Il presidente FIFA spiegò così la scelta: «per essere globali bisogna essere ovunque, e quindi dobbiamo essere anche a New York». Un’operazione economicamente sostenibile per la FIFA, che nel quadriennio della Coppa del Mondo americana punta a ricavi enormi, ma anche simbolicamente molto forte per il legame con l’universo trumpiano.

Infantino Trump, dagli incontri alla Casa Bianca agli elogi pubblici

Il primo incontro tra Infantino e Trump risale al 2018, dopo l’assegnazione del Mondiale 2026 a Stati Uniti, Canada e Messico. Nello Studio Ovale, Trump accolse il numero uno della FIFA con parole di grande cordialità: «Lei è piuttosto famoso, vero? Piuttosto importante e piuttosto famoso». La risposta di Infantino fu: «Sì, a quanto pare».

Da quel momento il rapporto si è rafforzato. Nel 2020, a Davos, Infantino pronunciò parole molto nette durante una cena organizzata da Trump: «Tutti noi che amiamo il calcio abbiamo bisogno di un American Dream. E sono sicuro che con lei, presidente, possa diventare realtà».

Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, il legame si è ulteriormente intensificato. Infantino ha partecipato a eventi pubblici, cerimonie e incontri istituzionali, arrivando anche a usare toni molto vicini alla retorica politica del movimento Maga: «Vorrei assicurargli che, insieme, renderemo di nuovo grande non solo l’America, ma il mondo intero».

Infantino Trump, tra Nobel, FIFA Peace Prize e polemiche

Il rapporto tra i due è diventato ancora più discusso quando Infantino ha sostenuto la candidatura di Trump al Nobel per la pace e poi lo ha premiato con il nuovo FIFA Peace Prize. Il presidente FIFA ha dichiarato: «Dovremmo tutti sostenere ciò che sta facendo perché penso che stia andando piuttosto bene».

Parole e gesti che hanno sollevato interrogativi sul principio di neutralità politica previsto dagli statuti FIFA. A questo si aggiunge l’annuncio di una donazione FIFA al Board of Peace, iniziativa voluta da Trump per la ricostruzione di Gaza.

Secondo la Gazzetta dello Sport, il tema è arrivato anche in Europa: cinquanta europarlamentari avrebbero scritto al comitato etico della FIFA chiedendo un intervento. Il caso Infantino-Trump, quindi, non riguarda più soltanto i rapporti personali tra due figure di potere, ma tocca direttamente la credibilità istituzionale del calcio mondiale.

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