Infantino vuole vendere quote del Mondiale: rivelazione shock! Interviene la UEFA: “Nessuno è proprietario del calcio” | OneFootball

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·28 luglio 2026

Infantino vuole vendere quote del Mondiale: rivelazione shock! Interviene la UEFA: “Nessuno è proprietario del calcio”

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Il presidente della FIFA Gianni Infantino valuta la vendita di quote della Coppa del Mondo ad investitori privati, scatenando la durissima reazione delle istituzioni del calcio.

Il mondo delle istituzioni calcistiche è scosso da un’indiscrezione clamorosa destinata a far discutere a lungo. Il presidente della FIFA Gianni Infantino sta infatti progettando di vendere quote della Coppa del Mondo ad alcuni investitori privati (QUI IL COMUNICATO). Si tratterebbe di un’operazione finanziaria dalle dimensioni imponenti, inserita all’interno di un piano economico che potrebbe fruttare miliardi di dollari. Stando a quanto riportato da diverse fonti, le complesse trattative con gli investitori si sarebbero svolte a stretto contatto con figure vicine all’amministrazione Trump, spalancando le porte a uno scenario del tutto inedito per il futuro del torneo iridato.


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Le rivelazioni e la dura replica della UEFA all’azione di Infantino

A far uscire allo scoperto questo progetto è stata una dettagliata ricostruzione firmata da Martyn Ziegler, firma di riferimento del The Times. La notizia ha provocato un’immediata e caldissima reazione da parte delle istituzioni continentali, culminata con una dichiarazione dell’UEFA rilasciata in diretta risposta alla strategia di Gianni Infantino di cedere quote del Mondiale. La replica dei vertici definisce un confine invalicabile e sottolinea la ferma volontà di difendere l’integrità del movimento contro ogni forma di speculazione.

Il comunicato diramato dalle autorità sportive esprime senza filtri la profonda preoccupazione per la deriva commerciale del settore:

Questo supera un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai oltrepassare. L’UEFA prende la questione estremamente sul serio. Lo stesso dovrebbero fare tutte le federazioni nazionali di calcio. Lo stesso dovrebbero fare tutte le parti interessate: campionati, club, giocatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro di questo sport. L’anima e la governance del calcio non sono beni da scambiare – soprattutto in assenza totale di trasparenza su chi ne tragga vantaggio finanziario. Nessuno di noi è proprietario del calcio. Non spetta alla FIFA venderlo“.

Il piano della FIFA: ecco il motivo per cui Infantino vuole vendere quote del Mondiale

La FIFA ha confermato il piano per la costituzione della FIFA Forward Enterprise (FFE), una nuova società controllata ideata per gestire la gran parte delle operazioni commerciali, i diritti di trasmissione e la logistica dei grandi tornei internazionali.

L’operazione punta a raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari cedendo una quota di minoranza a investitori privati, sulla base di una valutazione aziendale stimata attorno ai 20 miliardi. Tra i potenziali investitori chiave è stato contattato il fondo Thrive Capital di Josh Kushner, mentre il colosso finanziario J.P. Morgan sta collaborando come advisor dell’operazione. Nel lungo periodo, si ipotizza che lo stesso Gianni Infantino possa correre per la carica di commissario della FFE, probabilmente al termine del suo prossimo mandato presidenziale.

Attraverso questa manovra e l’istituzione del programma FIFA Fast Forward (FFFP), l’organo di governo del calcio intende portare i fondi per lo sviluppo globale oltre i 10 miliardi di dollari, offrendo alle 211 federazioni affiliate la possibilità di accedere a un contributo straordinario una tantum fino a 20 milioni di dollari ciascuna. L’intero progetto sarà sottoposto alla consultazione e al voto formale delle federazioni membri.

La FIFA ha voluto rassicurare l’ambiente garantendo che i soggetti privati avranno unicamente quote di minoranza senza ruoli operativi, mantenendo la governance, i calendari e le decisioni sportive sotto il controllo esclusivo dell’istituzione. Ciononostante, la reazione dell’UEFA è stata durissima: l’ente europeo si oppone fermamente all’iniziativa, accusando Infantino di voler svendere pezzi del patrimonio del calcio e ribadendo che l’anima del movimento non può essere trattata come un asset da mercanteggiare.

Lo scontro aperto sulla governance del pallone

La posizione netta espressa nella nota mette a nudo la fortissima tensione tra la FIFA e tutti i principali protagonisti del movimento globale. La preoccupazione diffusa riguarda il rischio di compromettere la trasparenza finanziaria e di subordinare le decisioni strategiche agli interessi dei grandi mercati. La tutela della governance del calcio e il coinvolgimento diretto di campionati, club e tifosi diventano così il terreno di uno scontro aperto per evitare che la gestione del massimo patrimonio calcistico globale venga ceduta a soggetti terzi.

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