DirettaCalcioMercato
·30 settembre 2026
Inter e fratelli Esposito, ecco com’è andata la trattativa. La Florio: “Per gli altri club c’era sempre un ‘però'”

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Un’intuizione vincente che ha cambiato la storia recente del calcio italiano. Nel 2014, mentre il Brescia versava in gravi difficoltà finanziarie, l’agente Roberto La Florio riuscì a portare all’Inter in un solo colpo l’intero blocco dei fratelli Esposito: Salvatore (allora 14enne), Sebastiano (12 anni) e Pio (9 anni). Una scommessa vincente che oggi vede i fratelli protagonisti tra i professionisti e in Nazionale.
Roberto La Florio svela i dettagli del colloquio con Roberto Samaden, ex responsabile del vivaio nerazzurro: – “Ho un paio di giocatori niente male. Anzi, in realtà tre. Tutti fratelli”. – “Perfetto, mi prendo un giorno e poi ti rispondo“.
L’agente ha spiegato come diverse squadre di Serie A avessero mostrato titubanze prima dell’affondo decisivo dell’Inter: “Li feci vedere a tre o quattro squadre di Serie A, ma c’era sempre un ‘però’, così andai dall’Inter. Samaden promise che gli avrebbe dato un’occhiata. Mi chiamò il giorno dopo per chiudere. Salvatore aveva 14 anni, Sebastiano 12 e Pio 9. Arrivarono tutti a zero. Erano partiti da Castellammare di Stabia con tutta la famiglia, grazie all’intuizione di Roberto Clerici, scomparso qualche anno fa: il padre, Agostino, la madre, la sorella e i tre fratelli. Col supporto di Nike, brand con cui avevo ottimi rapporti per i giocatori che seguivo, trovavamo la formula per portare tutta la famiglia all’Inter“.
L’ex procuratore ricorda la fame di gol di Sebastiano e il potenziale precoce mostrato da Pio fin da bambino: “Seba continuava a far gol, non sapevo più che premio dargli. Roba piccola, ma alzavo sempre l’asticella. Fin da ragazzino l’ha sempre buttata dentro. Di Pio invece conservo ancora una foto con la famiglia scattata il giorno della sua comunione, a Napoli. Aveva 10 anni.
Vederli entrambi in Nazionale mi riempie d’orgoglio e mi emoziona, così come Tonali, che invece è già da tempo una realtà. L’ho seguito per tutto il periodo a Brescia, prima che andasse al Milan. Seba e Pio rappresentano il futuro della Nazionale, specie quest’ultimo. Lo ricordo nei campetti, da piccolino: dava già una pista a tutti“.







































