Calcionews24
·7 agosto 2026
Inzaghi: «Baresi il più grande difensore della storia. Milan? Gonçalo Ramos e Gila sono bei rinforzi»

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Filippo Inzaghi si è raccontato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, mentre prosegue il lavoro nel precampionato con il suo Palermo. Il tecnico rosanero ha affrontato diversi temi legati alla preparazione, alle ambizioni stagionali e alla crescita del gruppo, offrendo uno sguardo approfondito sul percorso che la squadra sta costruendo in vista dell’avvio ufficiale della nuova annata. Le sue parole:
SU BARESI – «Voglio esprimere un pensiero per Baresi che è stato l’idolo di mio padre e di tutta la mia famiglia. Nel 1983 andavo a San Siro a vederlo giocare nel Mundialito. Avrei voluto essere al suo funerale, ma purtroppo ero in viaggio per l’Australia. Così sono andato a “salutarlo” al murales a lui dedicato qui in città. Ho ancora la sua maglia di Parma-Milan del 24 marzo 1996: ero giovane, ma lui volle la mia e diventò ancora di più un mito. Per me è stato il più grande difensore della storia»
MILAN – «Da milanista speravo che lo scorso anno la squadra riuscisse ad arrivare in Champions. A un certo punto ho anche pensato che potesse lottare per lo Scudetto. Poi il calcio è così. Mi auguro che con il nuovo allenatore e i nuovi acquisti importanti che ha fatto possa competere fino alla fine. La storia insegna che i rossoneri devono stare a quei livelli»
SERIE A – «L’Inter parte davanti a tutti perché ha vinto lo Scudetto e ha una squadra molto attrezzata. La Juventus sta completando molto bene la rosa e anche il Napoli ha un organico importante»
RAMOS E I NUMERI 9 MILAN – «Gonçalo Ramos e Gila sono bei rinforzi. Il portoghese si muove bene e ha il goal nel sangue. Speriamo che quest’anno l’attaccante sia quello giusto e che quella maglia numero 9 gli porti fortuna. Sulla “maledizione” della 9 rossonera si scherza anche troppo e spero che Ramos faccia bene, così chiudiamo il discorso»
GLI ALTRI NUMERI 9 – «Kolo Muani mi piace. Se la Juventus ha insistito così tanto per riportarlo a Torino, significa che è stato apprezzato sia in campo sia fuori. Il suo arrivo e quello di Alajbegovic sono molto interessanti: soprattutto il bosniaco mi ha impressionato quando l’ho visto in nazionale. La Juventus, con Spalletti e Carnevali, tornerà a essere un’avversaria temibile per tutti. Secondo me Vlahovic le opportunità le ha avute. Magari starà riflettendo e cercando la soluzione migliore. Io penso che possa ancora dire la sua ad alti livelli. Lautaro è una garanzia, ma per il prossimo anno mi auguro ci sia la definitiva esplosione di un italiano. Dico Scamacca perché credo possa essere la sua stagione. Abbiamo bisogno di riportare un centravanti ai vertici della classifica dei cannonieri per il bene della Nazionale. E di attaccanti bravi ne abbiamo: da Scamacca a Raspadori passando per i giovani Pio Esposito e Camarda. Senza dimenticare Kean, al quale auguro di trovare continuità anche con l’Italia, e Cutrone, uno che non tradisce mai»
SUL FRATELLO SIMONE – «Lo sento felice e sereno. Secondo me aveva bisogno di staccarsi un po’ dalla Serie A che è un ambiente complicato, dove bisogna incassare anche qualche critica. Penso abbia fatto una scelta personale giusta e sono convinto che presto tornerà in Italia o in Europa perché se lo merita. Quest’anno con i risultati delle nostre squadre nelle coppe abbiamo capito ancora di più il valore del percorso che aveva fatto in Champions con l’Inter: quando ha perso due finali forse non ci si rendeva conto fino in fondo quello che voleva dire arrivare a giocarsi il trofeo».
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