Calcionews24
·26 luglio 2026
Italia, Pirlo frenato dal caso Fonbet: Malagò vuole chiarimenti! La posizione dei legali del tecnico

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·26 luglio 2026

Sembrava tutto pronto per l’arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina dell’Italia, ma proprio quando mancavano soltanto le firme è esploso un caso politico e diplomatico che ha rallentato la trattativa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il nodo riguarda i rapporti tra l’ex allenatore della Juventus, oggi tecnico dello United FC Dubai, e Fonbet, importante società russa di scommesse di cui Pirlo è global ambassador.
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Il problema, secondo quanto emerso, non riguarda soltanto il legame con un marchio di betting, settore che in Italia presenta vincoli molto rigidi per i tesserati. A pesare è soprattutto la natura russa dell’azienda, in un contesto internazionale segnato dai rapporti compromessi tra Roma e Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin nel febbraio 2022.
La questione ha assunto rapidamente contorni politici. Diversi esponenti istituzionali sono intervenuti sul tema, sollevando dubbi sull’opportunità di affidare la panchina azzurra a un tecnico che ha prestato la propria immagine a una società russa.
La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha attaccato duramente la possibile scelta: «Ha prestato, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata. Sceglierlo è un grave errore».
Sulla stessa linea anche Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa: «Il settore delle scommesse non è colpito dalle sanzioni europee, ma questo non toglie che un personaggio pubblico della levatura di Andrea Pirlo dovrebbe riflettere sul significato pubblico di scelte private e di affari».
Il responsabile Sport del Pd, Mauro Berruto, ha aggiunto: «Pirlo parla a un movimento, a un mondo, ha un ruolo istituzionale che richiede una modalità di esecuzione esemplare». Più netto ancora Carlo Calenda: «Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali».
Il presidente federale Giovanni Malagò vuole ora approfondire ogni aspetto della vicenda prima di procedere. La FIGC intende verificare la natura del rapporto tra Pirlo e Fonbet, anche attraverso l’analisi del contratto.
Un altro elemento riguarda Sergey Lomakin, presidente e proprietario dello United FC, che avrebbe rilevanti interessi economici nella società russa. Secondo la ricostruzione, il legame tra Pirlo e Fonbet sarebbe connesso anche all’incarico assunto a Dubai, ma il tema resta delicato sotto il profilo dell’immagine e dell’opportunità.
I legali dell’allenatore assicurano che il rapporto con Fonbet sarebbe strettamente legato al contratto con lo United FC e che, una volta risolto l’accordo con il club, Pirlo si libererebbe automaticamente anche dagli obblighi commerciali. La clausola di recesso sarebbe attivabile in qualsiasi momento e senza penali.
Nonostante la bufera, dall’entourage di Pirlo filtra tranquillità. L’ex centrocampista sarebbe già al lavoro con il proprio ufficio legale per risolvere il contratto con lo United FC Dubai e tagliare ogni legame commerciale incompatibile con il ruolo di commissario tecnico.
Pirlo, secondo quanto riportato, è impaziente di iniziare la nuova avventura a Coverciano. La fiducia ricevuta da Paolo Maldini e Leonardo gli avrebbe dato grande motivazione, dopo una carriera da allenatore finora non sempre lineare tra Juventus, Sampdoria e l’esperienza negli Emirati Arabi.
Resta sullo sfondo anche una frase pronunciata dallo stesso Pirlo in passato, oggi dal sapore ironico: «Non punterei neanche un centesimo su un futuro da allenatore».
La trattativa non è saltata, ma la frenata è reale. La FIGC vuole evitare imbarazzi futuri e procederà soltanto dopo aver chiarito ogni dettaglio. Se non emergeranno elementi ritenuti troppo sconvenienti, Pirlo potrà comunque diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia.







































