Calcio e Finanza
·13 febbraio 2026
Iveco (Exor), ricavi e utili in calo nel 2025. La doppia cessione nei tempi previsti

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·13 febbraio 2026

Iveco Group ha archiviato un 2025 difficile con ricavi e utili in calo «in un contesto difficile del settore in contrazione». Il gruppo ha annunciato di avere chiuso l’anno con ricavi consolidati pari a 13,4 miliardi di euro, in calo del 7% rispetto al 2024, mentre l’ebit adjusted si è attestato a 645 milioni, contro gli 892 milioni dell’anno precedente, con un margine sceso al 4,8% (6,2% nel 2024) e l’utile netto adjusted è stato di 312 milioni (520 milioni nel 2024), con un risultato diluito per azione adjusted pari a 1,16 euro (1,91 euro nel 2024).
La società controllata da Exor (la holding della famiglia Agnelli-Elkann che possiede anche la Juventus) procede secondo la tabella di marcia per le due operazioni annunciate lo scorso anno: entro marzo del 2026 sarà venduta la Difesa a Leonardo, con un maxidividendo per gli azionisti. Proprio per deliberare questa operazione è stata convocata per il 25 marzo ad Amsterdam l’assemblea generale straordinaria.
Va avanti secondo i tempi previsti anche la cessione dei veicoli commerciali all’indiana Tata Motors: il completamento dell’offerta pubblica di acquisto è previsto nel secondo trimestre 2026. «Il 2025 è stato un anno sfidante per il nostro settore – ha commentato l’amministratore delegato della società Olof Persson – tra la contrazione del mercato europeo e i ritardi produttivi. Abbiamo reagito rafforzando il controllo delle scorte, mantenendo una rigorosa disciplina dei costi e accelerando il nostro Programma di Efficienza. Siamo sulla buona strada per completare le operazioni straordinarie su Defence e Tata Motors secondo le tempistiche comunicate».
Il free cash flow delle attività industriali nel 2025 è stato negativo per 109 milioni rispetto a uno positivo di 240 milioni nel 2024, principalmente per il calo delle vendite e per l’impatto una tantum legato all’elevato livello delle scorte della divisione Bus. Le consegne del gruppo in Europa sono diminuite del 21% rispetto al 2024, mentre sono aumentate del 16% in Sud America.
Il calo dei volumi nel Vecchio Continente, insieme al ritardo nel ramp-up della produzione di autobus nello stabilimento di Annonay (Francia), ha pesato sia sui risultati economici sia sul free cash flow, con un impatto negativo stimato in circa 200 milioni di euro. Nel segmento Truck, il gruppo ha puntato su un bilanciamento tra prezzi e quota di mercato, riducendo le scorte in Europa per compensare i livelli più elevati in Sud America.
Nel Bus, i miglioramenti della redditività sono stati parzialmente annullati dai costi aggiuntivi legati ai ritardi produttivi e dei fornitori. Nel Powertrain, invece, la crescita dei volumi di motori per clienti terzi dalla seconda metà dell’anno ha sostenuto la ripresa della redditività.









































