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·28 febbraio 2026
Juve ‘compromessa’ dai cartellini rossi: così le espulsioni hanno gettato al vento tre snodi cruciali dell’era Spalletti. La ricostruzione completa

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«Quando sei in inferiorità numerica sicuramente fai uno sforzo per dare qualcosa in più. Ma comunque siamo preparati a questi eventi, ripartiamo sempre da zero la partita successiva per dare il massimo». Le parole pronunciate oggi in conferenza stampa da Pierre Kalulu, alla vigilia del delicato incrocio dell’Olimpico contro la Roma, suonano come un manifesto di resilienza. Tuttavia, se l’orgoglio dello spogliatoio è fuori discussione, la fredda realtà dei tabellini stagionali racconta una storia molto più amara: la Juventus ha pagato un prezzo altissimo, forse fatale, alle proprie leggerezze disciplinari.
Analizzando i momenti chiave della stagione, emerge come i cartellini rossi abbiano compromesso in modo irreparabile alcuni degli snodi più cruciali dell’era Spalletti, sia in Italia che in Europa.
La ferita più sanguinosa è, senza dubbio, l’eliminazione dalla Champions League per mano del Galatasaray. Una doppia sfida letteralmente decisa dall’inferiorità numerica:
• L’andata del tracollo. A Istanbul, la squadra era già in sofferenza (sotto 3-2), ma l’espulsione di Cabal al 67′ ha staccato definitivamente la spina. Negli ultimi venti minuti, in dieci uomini, la Juve si è sciolta incassando le reti di Lang e Boey, trasformando una sconfitta recuperabile in un disastroso 5-2.
• Il ritorno eroico ma fatale. All’Allianz Stadium, le parole di Kalulu sullo “sforzo per dare qualcosa in più” hanno trovato la loro massima espressione sportiva. Rimasti in dieci al 48′ per l’assurdo rosso a Kelly, i bianconeri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, segnando due reti in inferiorità numerica e trascinando la gara ai supplementari (3-0). Ma il dispendio energetico disumano di giocare oltre 70 minuti con l’uomo in meno ha presentato il conto nell’extra-time, portando al crollo fisico e alle reti turche che hanno sancito l’eliminazione.
• Il blackout di San Siro. Lo stesso Kalulu conosce benissimo il peso di lasciare la squadra in dieci ed essere per di più totalmente innocente. Nel delicatissimo scontro diretto contro l’Inter (25ª giornata), il difensore ha rimediato un doppio giallo fatale al 43′ del primo tempo sul punteggio di 1-1. Quell’espulsione ha costretto la Juventus a giocare un’intera frazione di gioco in trincea contro una delle squadre più fisiche del campionato. Un assedio che ha logorato la retroguardia, bravissima e però trafitta nel finale dalla rasoiata di Zielinski.
È vero che il gruppo sa compattarsi nelle difficoltà, ma la realtà dei fatti dimostra che i rossi diretti o per doppia ammonizione hanno di fatto estromesso la Juventus dall’Europa e azzoppato la rincorsa in campionato. Domani sera, contro una Roma organizzata e letale negli spazi, il primo comandamento di Luciano Spalletti dovrà essere uno solo: lucidità assoluta e finire la partita in undici, al netto di errori/orrori arbitrali.
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