Juventusnews24
·9 luglio 2026
Juventus, le date del CdA e dell’Assemblea degli Azionisti per l’approvazione del bilancio

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La Juventus ha ufficializzato le date chiave per le prossime riunioni del Consiglio di Amministrazione e per l’assemblea degli azionisti. Questi incontri saranno cruciali per analizzare e approvare il bilancio d’esercizio che si è concluso il 30 giugno 2026. L’annata appena trascorsa ha visto il club bianconero giocare la Champions League, tuttavia, l’andamento deludente in Serie A, culminato con il mancato raggiungimento del quarto posto in classifica, lascerà un segno profondo.
Scendendo nel dettaglio del cronoprogramma societario, i dati finanziari relativi all’esercizio chiuso a giugno verranno esaminati e approvati dal CdA della Juventus in una finestra temporale compresa tra il 24 e il 30 settembre 2026. Successivamente, i soci del club saranno chiamati a riunirsi in assemblea per la ratifica definitiva tra il 2 e il 6 novembre 2026. Guardando ancora più avanti, la dirigenza ha già fissato anche il vertice del Consiglio di Amministrazione dedicato alla relazione semestrale consolidata al 31 dicembre 2026, che si terrà a fine inverno, precisamente tra il 22 e il 26 febbraio dell’anno successivo.
Per comprendere l’attuale stato di salute del club, è necessario fare un passo indietro e analizzare le ultime comunicazioni. La prima metà della stagione si era conclusa per la Juventus con un passivo di 2,5 milioni di euro. Questo dato evidenzia un netto peggioramento di ben 19,4 milioni di euro se confrontato con l’utile di 16,9 milioni registrato nello stesso periodo dell’esercizio precedente, quando i conti avevano beneficiato in modo significativo della ritrovata partecipazione alla massima competizione europea.
Partendo da questo deficit semestrale, le proiezioni degli esperti per l’intero anno fiscale non sono incoraggianti. Secondo le stime fornite da Calcio e Finanza, la Vecchia Signora potrebbe archiviare l’anno con una perdita complessiva vicina ai 63 milioni di euro. Si prevede infatti una contrazione del valore della produzione, destinato a scendere attorno ai 470 milioni di euro. Questa flessione dei ricavi sarà arginata solo in parte dalla contemporanea spending review societaria, che dovrebbe contenere i costi di gestione complessivi entro la soglia dei 510 milioni di euro.







































