“La decisione più pesante nella storia del VAR”: giusto annullare il pareggio del West Ham contro l’Arsenal allo scadere? | OneFootball

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·11 maggio 2026

“La decisione più pesante nella storia del VAR”: giusto annullare il pareggio del West Ham contro l’Arsenal allo scadere?

Immagine dell'articolo:“La decisione più pesante nella storia del VAR”: giusto annullare il pareggio del West Ham contro l’Arsenal allo scadere?

In Inghilterra lo definiscono già “il provvedimento più pesante in era VAR“. L’intervento di Darren England per far revocare al collega di campo Christopher Kavanagh il gol di Callum Wilson, al 96′ della sfida tra West Ham e Arsenal, fa discutere tutti. In primis l’allenatore Espirito Santo, Jarrod Bowen, e i tifosi degli Irons, impegnati nella lotta col Tottenham per non retrocedere in Championship; ma anche quelli del Manchester City, che sostengono che i Gunners siano stati favoriti per l’ennesima volta in stagione (sono 3 le volte in cui la Premier League ha riconosciuto che agli avversari dell’Arsenal andasse accordato un rigore, in partite che la squadra di Arteta ha vinto con un solo gol di scarto).

West Ham-Arsenal, giusto revocare il gol dei padroni di casa?

Ma analizziamo con ordine l’episodio. Per capire se il gol è regolare o meno, bisogna comprendere il contesto di un campionato, la Premier League, completamente diverso a livello calcistico ma anche arbitrale rispetto alla Serie A. Infatti, quello che in Italia sembra un uso falloso del braccio (di Pablo Felipe su Raya), quello che in Italia appare come un episodio semplice – un contatto sul portiere, una maglia che si allunga (tirata da Todibo) – diventa molto più complesso se andiamo a vedere i precedenti in Premier League.


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E infatti, in diversi casi (si pensi a Gabriel con l’Aston Villa con un gomito sul viso di Martinez), ma anche in episodi che hanno riguardato Donnarumma (per esempio contro il Bournemouth a Etihad), questo tipo di contatto non è stato punito, anzi i portieri hanno spesso ricevuto ammonizioni per proteste dopo aver segnalato l’accaduto.

Allora il problema non diventa stabilire se quel braccio su Raya sia fallo oppure no, ma capire quale sia la linea adottata. Perché quando esistono così tanti precedenti simili non sanzionati, finiscono inevitabilmente per creare una linea di demarcazione che va oltre il semplice aspetto tecnico del singolo episodio.

Non ho mai nascosto come, a mio avviso, sull’uso del VAR gli inglesi siano ancora anni luce indietro rispetto ad altri grandi campionati. Basta pensare che al Mondiale per Club non è stato selezionato nessun VAR inglese.

Perché dico questo? Perché in un episodio del genere trascorrono davvero troppi minuti nella valutazione. Se si guarda la sala VAR, si osserva grande calma nella consultazione. Per carità: la calma è una buona consigliera. Però il tempo di attesa, su un episodio in cui c’è soltanto da valutare un contatto di braccio – quindi senza tre o quattro elementi tecnici differenti da controllare – non può essere così lungo.

Perché, come sappiamo bene anche dall’esperienza italiana e da quello che studiavamo con Nicola Rizzoli durante il percorso VAR, più il tempo di controllo si allunga su episodi semplici, dove c’è un solo elemento da valutare, più cresce inevitabilmente l’aspettativa del pubblico.

E infatti io credo che, se questo check fosse durato trenta secondi o un minuto, probabilmente non avrebbe generato le stesse polemiche che ha provocato dopo cinque minuti di attesa.

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