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Calcio e Finanza

·16 gennaio 2026

La Roma e Populous vincono un ricorso in Tribunale sul diritto d’autore per lo stadio a Pietralata

Immagine dell'articolo:La Roma e Populous vincono un ricorso in Tribunale sul diritto d’autore per lo stadio a Pietralata

La Roma e lo studio di architettura Populous hanno vinto un ricorso al Tribunale di Roma contro il disegno del nuovo stadio a Pietralata. Come emerge da documenti ufficiali che Calcio e Finanza ha consultato, il Tribunale Ordinario di Roma ha infatti respinto un ricorso cautelare presentato contro il club giallorosso e lo studio statunitense, nell’ambito della controversia sul presunto plagio architettonico relativo al progetto del nuovo stadio giallorosso a Pietralata. In particolare, iliudice ha rigettato integralmente le richieste della società britannica, ritenendo insussistenti i presupposti per la tutela cautelare in materia di diritto d’autore.

Ecotricity, società attiva nel settore delle energie rinnovabili e committente del progetto Ecopark Stadium per i Forest Green Rovers (un progetto interamente in legno progettato dieci anni fa), aveva sostenuto che alcuni elementi caratterizzanti di quello stadio – in particolare la struttura lamellare, le forme curve e i giochi di luce – fossero stati indebitamente ripresi nel progetto del nuovo stadio della Roma.


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Su queste basi la ricorrente aveva chiesto al Tribunale:

  • l’accesso e la descrizione di tutta la documentazione progettuale del Nuovo Stadio Roma;
  • l’inibitoria dell’uso dei render;
  • la rimozione dei contenuti dai siti internet e dai canali social.

Il Tribunale ha però respinto il ricorso, ritenendo che allo stato attuale non vi siano elementi sufficienti per parlare di violazione del diritto d’autore.

Secondo il giudice:

  • non esiste allo stato un disegno definitivo del nuovo stadio, tale da integrare un’effettiva utilizzazione economica dell’opera;
  • il diritto d’autore non tutela le idee o le soluzioni concettuali, ma solo la forma espressiva originale;
  • lo studio e l’analisi di opere già note è attività lecita, anche se finalizzata a possibili sviluppi progettuali futuri;
  • gli elementi indicati dalla ricorrente (lamelle, curve, giochi di luce) non presentano carattere di novità, risultando diffusi in numerose opere architettoniche anteriori.

Neppure la pubblicazione dei render del Nuovo Stadio Roma è stata ritenuta sufficiente a configurare una violazione, in mancanza di una puntuale individuazione di elementi originali e univocamente riconducibili all’opera Ecopark.

Il Tribunale ha inoltre escluso il rischio di dispersione della prova, evidenziando come il progetto definitivo dovrà comunque essere reso pubblico nell’ambito del procedimento amministrativo previsto dalla normativa sugli stadi. In questo contesto, ha osservato il giudice, non è ammissibile un controllo preventivo sulle fasi interne di progettazione, né un “processo alle intenzioni” fondato su documenti non ancora utilizzati o approvati. In questo contesto, quindi, i giudici hanno escluso la possibilità di intervenire su un progetto ancora in evoluzione o di bloccare attività di studio e progettazione interne.

Con il rigetto del ricorso, Ecotricity è stata anche condannata al pagamento delle spese legali in favore della Roma e di Populous. Il Tribunale non ha invece riconosciuto ulteriori profili di responsabilità a carico della ricorrente.

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