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·18 agosto 2026
La vera storia di Guglielmo Vicario: dai dilettanti al trionfo europeo. Chi è davvero il nuovo portiere della Juventus tra aneddoti e curiosità – VIDEO di Marco Baridon

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La storia di Guglielmo Vicario, nuovo estremo difensore della Juventus, rappresenta un inno alla resilienza e al lavoro duro. Cresciuto nel settore giovanile dell’Udinese, il portiere friulano si è trovato inizialmente la strada sbarrata da colleghi del calibro di Alex Meret, Simone Scuffet e Samuele Perisan. Dopo un provino sostenuto con il Pordenone, il ragazzo si sentì dire un secco: «Lascia stare, non giocheresti mai». Senza perdersi d’animo, a soli 18 anni ha scelto di ripartire dalla Serie D con la maglia del Fontanafredda: non disponendo di un’auto, percorreva quotidianamente oltre 60 chilometri tra treni e autobus per conciliare le sedute d’allenamento con gli impegni scolastici.
La sua crescita agonistica è proseguita un gradino alla volta, attraversando le piazze di Venezia, Perugia, Cagliari ed Empoli, il tutto senza mai collezionare presenze nelle selezioni giovanili azzurre dall’Under 15 fino all’Under 21. La prima chiamata in Nazionale maggiore è arrivata direttamente all’età di 26 anni, quando il commissario tecnico Luciano Spalletti lo ha lanciato da titolare nel successo per 2-0 ottenuto nell’amichevole contro l’Ecuador.
Oltre ai meriti sportivi, il portiere si è distinto per una spiccata sensibilità sul piano umano: nel 2022 ha aperto le porte della casa di famiglia a Udine per offrire accoglienza a Hanna e al piccolo Milan, profughi in fuga dal conflitto in Ucraina, insegnando l’italiano al bambino e giocando con lui nel giardino di casa.
Sul rettangolo di gioco, i suoi riflessi prodigiosi — culminati nella celebre tripla parata eseguita nel giro di appena 3 secondi contro la Roma — gli sono valsi il soprannome di Venom. Maniaco della propria attrezzatura, è diventato virale per la capacità di riconoscere marca e modello dei guantoni semplicemente al tatto durante un blind test. Nell’estate del 2023 è poi arrivata la svolta chiamata Tottenham: conquistato dalle parole del tecnico Ange Postecoglou, confidò la propria determinazione prima del trasferimento: «Sarei andato in Inghilterra anche a piedi».
Primo calciatore d’origine friulana a militare nel massimo campionato inglese, a Londra è stato acclamato dai sostenitori degli Spurs con un coro personalizzato sulle note di Volare di Domenico Modugno. L’esperienza d’oltremanica ha toccato il punto più alto con la conquista della Europa League 2024/25. Ora, la nuova avventura a Torino rappresenta la naturale consacrazione per un profilo capace di conquistare i vertici del calcio internazionale partendo dalla gavetta della provincia.







































