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·23 settembre 2026

Leggenda del Liverpool sincera sul quasi trasferimento ai rivali

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Il mancato approdo di Andy Robertson all’Everton mostra quanto i dettagli abbiano plasmato un grande del Liverpool

Le carriere nel calcio possono dipendere dai dettagli più piccoli: una conversazione, una valutazione economica, un club che cede per primo. Andy Robertson lo sa meglio di chiunque altro. Molto prima di diventare uno dei terzini moderni simbolo del Liverpool, fu a un passo dall’intraprendere una strada molto diversa dall’altra parte di Stanley Park.

Robertson ha rivelato che l’Everton spinse per ingaggiarlo nel gennaio 2013, quando era ancora al Dundee United, un trasferimento che avrebbe cambiato il corso della sua carriera e riscritto un’affascinante storia del Merseyside prima ancora che iniziasse. Invece, l’affare sfumò, il Dundee United tenne duro, e il percorso del capitano della Scozia lo portò poi all’Hull City e quindi ad Anfield, dove costruì un’eredità formidabile.


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Il trasferimento all’Everton che stava per concretizzarsi

È il dettaglio a rendere questa storia così sorprendente. L’Everton vedeva in lui un giovane terzino sinistro promettente, con un percorso chiaro davanti a sé. Robertson, parlando a Stick To Football, ha spiegato: “A gennaio sono andato vicino alla partenza. L’Everton fece un’offerta per me a gennaio. Roberto Martinez (l’allenatore dell’Everton all’epoca) venne su e mi guardò dal vivo al Dundee United.”

L’idea era ponderata e sensata. Sarebbe tornato in prestito in Scozia per il resto della stagione, per poi trasferirsi a Goodison Park come riserva di Leighton Baines prima di provare a prendersi il posto a tempo debito. Robertson ha detto: “Volevano rimandarmi in prestito (al Dundee United) per sei mesi, poi farmi fare da riserva a Leighton Baines, e poi provare a diventare il giocatore che in qualche modo (diventa la prima scelta). Questo era il loro piano.”

Nel calcio molti trasferimenti saltano per esitazione, ego o tempismo sbagliato. Questo, secondo lo stesso Robertson, si ridusse al prezzo. L’Everton era disposto ad arrivare a 750 mila sterline, il Dundee United ne voleva 1,5 milioni, e la sua fermezza prevalse. Robertson in seguito ha riflettuto: “È stata una buona decisione”, perché in estate il Dundee United incassò 2,85 milioni di sterline.

L’eredità al Liverpool costruita con pazienza

Quel trasferimento mancato all’Everton oggi sembra uno di quei piccoli momenti che hanno cambiato tutto. Robertson è cresciuto ulteriormente, si è guadagnato il trasferimento all’Hull, e da lì ha completato il passaggio al Liverpool nel 2017. Il resto è diventato parte della storia di Anfield: intensità sulla fascia sinistra, corse instancabili, trofei e un legame con i tifosi durato fino alla fine della sua esperienza nel Merseyside.

Ora al Tottenham dopo aver lasciato il Liverpool a parametro zero quest’estate, Robertson ha ripensato al suo primo ritorno ad Anfield con quel tipo di prospettiva che solo il tempo può dare. Si era preparato al calendario, sperando di avere un po’ di respiro prima di affrontare il suo vecchio club, ma il calcio di coppa ha accelerato la reunion.

Il ritorno ad Anfield carico di emozione

Quando il Tottenham è andato a Liverpool in Carabao Cup, Robertson è entrato dalla panchina nella sconfitta per 3-1 e ha vissuto quella sensazione strana familiare a ogni giocatore che torna in una vecchia casa con colori diversi. Ha ammesso: “è stato strano” e ha parlato con calore dell’accoglienza ricevuta dal pubblico di casa.

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Foto: IMAGO

E forse è proprio questo il punto. Robertson è stato vicino a firmare per l’Everton, è diventato invece una colonna del Liverpool, ed è tornato ad Anfield per ricordarsi di ciò che ha significato lì. Il calcio viene spesso deciso dai numeri in un bilancio. A volte, quei numeri finiscono per plasmare un’eredità.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 qui.

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