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·2 aprile 2026

L’Europa contro le qualificazioni ai Mondiali: pochi posti e playoff da rivedere

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L’allargamento delle nazionali partecipanti alla fase finale dei Mondiali – passate da 32 a 48 – non ha ha trovato l’approvazione di diverse federazioni nazionali europee. Più che il numero totale in sé a far storcere il naso sono i soli 16 posti che le selezioni del Vecchio Continente hanno a disposizione. A riportarlo è il quotidiano britannico The Independent.

Con il nuovo format, che farà il suo esordio in questa edizione, le nazionali europee sono passate da 13 a 16, scendendo nella percentuale di rappresentanza sul totale delle selezioni coinvolte: a partire dal torneo che i svolgerà dall’11 giugno fra USA, Messico e Canada.


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E non solo, infatti, il percorso di qualificazione per le nazionali UEFA viene ritenuto da alti dirigenti nazionali come «estremamente ingiusto» e si spera che in futuro possa essere cambiato. Specialmente per quanto riguarda i playoff, che sarebbe secondo loro più equo far giocare in campi neutrali. Inoltre, verrebbe apprezzata l’aumento del numero di nazionali europee qualificate sul totale delle 48 partecipanti.

Dall’altra parte, le federazioni degli altri continenti hanno da sempre fatto notare come l’Europa sia comunque di gran lunga il continente più rappresentato, con 16 squadre. Anche se, per esempio, in Sud America, le nazionali che possono qualificarsi al torneo iridato sono addirittura sei su 10, con una potenziale settima dopo lo spareggio intercontinentale (quest’anno la Bolivia è uscita sconfitta dall’Iraq).

Qui entrano in campo due considerazioni di fondo. Da una parte quella di poter sviluppare il calcio in paesi da sempre più indietro rispetto a quelli europei, obiettivo ritenuto primario dal presidente della FIFA Gianni Infantino, ma dall’altro rimane quello economico. Infatti, con questo sistema di suddivisione si rischia che nazionali provenienti dall’Europa possano rimanere fuori, l’Italia è sicuramente l’esempio più importante, portando una mancanza di ritorno economico rispetto a un nazionale della CONCACAF con una popolazione nettamente inferiore. E poi, come conseguenza diretta, anche la competitività della stessa competizione potrebbe essere a rischio con più selezioni che rischierebbero di concludere il proprio torneo con pochissimi punti nel girone.

Una soluzione, avanzata dalla federazioni europee, sarebbe di portare anche ai Mondiali per nazionali le proporzioni del primo Mondiale per Club FIFA giocato nell’estate 2025. In quella occasione sulle 32 partecipanti, le squadre UEFA erano 12, cioè solo una in meno rispetto al torneo iridato con la vecchia formula a 32 nazionali.

Inoltre, non va dimenticato l’aspetto politico della scelta di Infantino di allargare i Mondiali a confederazioni che possano portare numerosi voti. Infatti, Asia e Africa, che hanno visto crescere il numero di partecipanti alla prossima edizione della Coppa del Mondo, rappresentano un importante bacino di voti potenziali per il numero uno della FIFA. Proprio per questo, e anche per una considerazione tutt’altro che lusinghiera di cui gode fra le varie federazioni europee, sembra alquanto improbabile che Infantino metta mano ai criteri di qualificazione ai Mondiali.

Per quanto riguarda i playoff di qualificazione riservati alle nazionali UEFA, invece, ogni cambiamento dipende più specificatamente dalla stessa confederazione europea guidata da Aleksander Ceferin, anche se ogni modifica deve essere ufficialmente approvata dalla FIFA stessa.

Attualmente dei 12 spareggi europei disputati nell’ultima settimana (otto semifinali e quattro finali) otto sono stati vinti dalla squadra di casa. A non piacere particolarmente è il criterio del sorteggio per stabilire chi sarà la nazionale a giocare la finale davanti al proprio pubblico, mentre per le semifinali si usa il ranking FIFA. Proprio per questo alcuni massimi dirigenti delle federazioni europee sperano che in futuro si possano usare sedi neutrali per almeno le finali, visto che è quasi impossibile trovare spazio nel calendario attuale per sfide di andata e ritorno.

Un primo banco di prova per questo tipo di discussioni sarà quello che si aprirà per EURO 2028 con il formato di qualificazione per il torneo che si terrà fra Regno Unito e Irlanda che verrà ufficializzato dalla UEFA nel mese di maggio.

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