Milannews24
·16 agosto 2026
Loftus-Cheek, la quarta vita è quella giusta? Con Amorim il Milan può aver trovato finalmente la sua versione definitiva

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·16 agosto 2026

Ci sono giocatori che sembrano vivere la propria carriera attraverso continue ripartenze, quasi fossero condannati a dover dimostrare ogni volta di essere ancora quelli che avevano fatto intravedere qualcosa di speciale. Ruben Loftus-Cheek appartiene a questa categoria. E forse, arrivato a quello che potremmo definire il quarto capitolo della sua esperienza rossonera, ha finalmente trovato l’allenatore e il sistema capaci di valorizzarne davvero le caratteristiche.
Contro il Manchester United, nell’ultima amichevole estiva del Milan, l’inglese ha lasciato segnali importanti. Il voto di 6,5 racconta soltanto in parte la sua prestazione: all’inizio spreca una gigantesca occasione, servito da un recupero alto di Jashari, calciando debolmente addosso al portiere. Ma invece di uscire dalla partita, Loftus-Cheek cresce progressivamente, guadagnando campo e fiducia fino alla splendida cavalcata che lo porta al gol del 2-4.
Ed è proprio questa la sensazione più interessante: non il Loftus-Cheek perfetto, ma quello finalmente coinvolto.
La sua storia al Milan è stata finora fatta di momenti differenti. Prima il centrocampista arrivato dal Chelsea con l’obiettivo di diventare una pedina importante, poi il giocatore frenato dagli infortuni e dalla discontinuità, quindi quello finito progressivamente ai margini delle gerarchie.
Adesso, però, Amorim sembra voler ripartire dalle sue qualità atletiche e dalla capacità di attaccare gli spazi. In un calcio nel quale i centrocampisti devono saper accompagnare l’azione, inserirsi e diventare pericolosi negli ultimi metri, Loftus-Cheek può avere caratteristiche estremamente preziose.
Il problema, semmai, è sempre stato lo stesso: quanto può essere continuo? Perché il talento non è mai stato realmente in discussione. Il punto è riuscire a trasformarlo in rendimento con regolarità.
La risposta, oggi, sarebbe prematura. Una buona amichevole non può cancellare mesi di dubbi e soprattutto non può garantire che Loftus-Cheek abbia finalmente trovato la propria dimensione.
Ma può rappresentare un punto di partenza molto interessante.
Amorim sembra chiedergli di essere più aggressivo, più verticale, più presente nell’area avversaria. E contro lo United si è visto proprio questo: dopo un errore iniziale, l’inglese ha continuato a proporsi, ha aumentato la propria presenza nella partita e alla fine ha raccolto il premio più importante.
La domanda, quindi, cambia. Non è più soltanto «Loftus-Cheek è ancora utile al Milan?», ma «quanto può diventare importante nel Milan di Amorim?».
Perché se riuscisse a giocare con questa intensità e questa voglia con continuità, il Milan potrebbe ritrovarsi tra le mani un giocatore praticamente nuovo. La quarta vita di Loftus-Cheek potrebbe essere quella della definitiva consacrazione. Adesso, però, spetta a lui dimostrare che non si tratta soltanto dell’ennesima rinascita estiva.
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