Inter News 24
·20 gennaio 2026
Maicon non ha dubbi: «L’Inter vincerà lo scudetto e vi spiego perchè. Chivu? Un genio empatico»

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·20 gennaio 2026

In attesa del fischio d’inizio della sfida contro l’Arsenal, il “Colosso” Maicon torna a far sentire la sua voce. In un’intervista rilasciata a Repubblica, l’eroe del Triplete ha analizzato il momento magico dell’Inter di Cristian Chivu, lodando il lavoro del suo ex compagno di squadra e ribadendo il suo amore viscerale per i colori nerazzurri.
Maicon, perché è convinto che l’Inter vincerà lo scudetto? «Perché è superiore alle altre. È la più forte, ha una rosa completa, lunga, ha un campione come Lautaro che fa la differenza. E un grande allenatore».
Lei conosce bene Chivu, avete giocato insieme. Che tipo di allenatore è? «Innanzi tutto è un ragazzo intelligente e soprattutto empatico. E infatti è stato capace di entrare nella testa dei giocatori, si vede che con i ragazzi che allena ha grande sintonia, che lo seguono. Questo perché ha grandi doti umane. Ma soprattutto capisce, eccome, di calcio».
Insieme avete vinto Champions League, scudetto e Coppa Italia. «E già allora, quando giocava, si capiva che poteva fare l’allenatore. Vedeva il gioco, sapeva capire le situazioni e i momenti della partita, era già un tecnico».
Le squadre che inseguono l’Inter in campionato però sono vicinissime. «Il Milan ha una rosa di livello inferiore rispetto ai nerazzurri, il Napoli ha un ottimo organico ma è discontinuo. Vediamo come si comporteranno nel resto della stagione, ora ci sono anche le coppe che incideranno notevolmente sulla fatica, ma sono sicuro che l’Inter abbia qualcosa in più delle sue avversarie e che alla fine vincerà il campionato. Lo penso. E soprattutto lo spero».
È davvero ancora legatissimo a quei colori. «Ho giocato anche nella Roma, ho passato anni bellissimi nella capitale e per me anche quella squadra è speciale, la seguo con affetto e sono contento che stia facendo bene. Ma l’Inter è qualcosa di diverso, indimenticabile, è un grande amore».
Per questo segue ancora il campionato italiano? «Ho giocato anche in serie D prima di ritirarmi, amo le partite, le sensazioni che danno, amo il calcio. Anche se ora è molto cambiato».
In che senso? «Non c’è più l’Inter di Maicon, il Milan di Kakà. Non è cambiato solo il calcio, sono proprio cambiati i giocatori».
Si spieghi meglio. «Oggi serve il fisico, c’è bisogno di muscoli e corsa. Si cercano sempre meno la qualità e il talento».
In Italia sono in effetti carenti. «Non soltanto in Italia. Ovunque. Oggi si chiede e si cerca la forza. C’è meno talento, pochissimi fanno eccezione. Non è peggio o meglio. È diverso, è cambiato. Ma non è un problema vostro o solo vostro. Il calcio italiano resta vivo e bellissimo. Sperando sempre che alla fine vinca l’Inter».









































