Calcionews24
·6 marzo 2026
Malesani convinto: «La Fiorentina rischia la retrocessione? Ecco cosa ne penso. Cuesta una piacevole scoperta»

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·6 marzo 2026

La Fiorentina rischia la B? La gara col Parma dirà molto. Alla domanda risponde su La Gazzetta dello Sport Alberto Malesani, che ha legato i momenti più brillanti della sua carriera ad entrambe le squadre protagoniste della sfida del Franchi della prossima giornata: a Firenze ha conquistato l’Europa chiudendo al quinto posto (1997-98), mentre in Emilia ha alzato al cielo Coppa Italia, Coppa Uefa e Supercoppa Italiana.
SI ASPETTAVA IL CROLLO DELLA FIORENTINA – «Sinceramente no, perché la Fiorentina non è una squadra da ultime posizioni. Il piazzamento attuale non rispecchia assolutamente il suo valore. Certo, non ha una rosa da primi posti ma nemmeno da ultime posizioni. E’ stata costruita per fare come minimo un campionato tranquillo. Senza dubbio il gruppo sta rendendo al di sotto delle sue reali potenzialità».
LE CAUSE DELLA CRISI – «Difficile dirlo per chi non è dentro e non può sapere come stiano veramente le cose, però la vedo come la classica stagione nata male. Può succedere quando non hai le idee chiare: la squadra aveva trovato una continuità con Raffaele Palladino in panchina e il cambio di allenatore ha influito negativamente. La Fiorentina non è partita bene, è rimasta indietro e così si è ritrovata senza accorgersene in una situazione complicata. Credo che adesso il problema della squadra sia soprattutto a livello mentale, perché le qualità ci sono. Prendiamo Moise Kean, che per me è una delle migliori punte italiane: la scorsa stagione è stato strepitoso, segnando 25 gol tra campionato e coppe, adesso anche lui è sotto tono».
LA VIOLA PUO’ SALVARSI – «Sì perché ha più potenzialità rispetto alle altre squadre che lottano per non retrocedere. Però la qualità non basta, bisogna riuscire ad allontanare il centro di responsabilità, azzerare tutto e fare gruppo. Non è facile perché la Fiorentina è una squadra che non è abituata a stare così in basso, nelle ultime stagioni è sempre stata in corsa per un piazzamento nelle coppe. Però adesso bisogna fare i conti con la realtà, accettare la situazione, andare avanti a testa bassa e rialzarsi in fretta. Come se il campionato iniziasse domenica: ogni sfida deve essere decisiva e va affrontata come una partita di Coppa».
LA CONFERENCE LEAGUE DISTURBA – «Assolutamente no. Io la considero un vantaggio, perché abitua la testa dei giocatori alla gara singola. La partita con il Parma deve essere approcciata come se fosse una finale. Bisogna cambiare totalmente atteggiamento, mi pare ci sia troppa pesantezza di pensiero: in campo servono undici leoni».
IL PARMA E LA SCELTA CUESTA – «Vedo molta più leggerezza e questo conta. La squadra è partita bene e i risultati hanno portato fiducia. La società è solida e si è mossa molto bene, sapeva di dover sostituire Cristian Chivu in panchina, destinato all’Inter, e non si è fatta trovare impreparata. Devo ammettere che non lo conoscevo e per me è stata una piacevole scoperta. Puntare su un esordiente poteva essere un azzardo, invece è stata una mossa vincente. Io sono sempre a favore della gioventù, sta dimostrando di avere idee e soprattutto entusiasmo, con cui sopperisce alla mancanza di esperienza. A volte contano più la voglia e la spregiudicatezza di tante altre cose. Bisogna saper entrare nella testa dei giocatori, coinvolgerli e motivarli».
PELLEGRINO – «Mi piace molto Mateo Pellegrino, è stato un ottimo acquisto. L’argentino è un attaccante completo e sta facendo una stagione molto convincente. E’ già andato in doppia cifra tra campionato e coppe, non male per uno che è arrivato in Serie A solo a gennaio scorso. Lo vedo pronto per il salto in una big».
IL PRONOSTICO SULLA SFIDA DEL FRANCHI – «Credo che la Fiorentina farà una grande partita e che abbia più chance di vincere. La brutta sconfitta di Udine ha lasciato il segno, mi aspetto una squadra carica e affamata che vuole mettersi subito alle spalle i tre gol subiti. Il Parma ha meno bisogno di punti, però anche un pareggio può andare bene a entrambe».
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