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Orgullo Rojo

·7 settembre 2026

Mariscal non delude

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Il 7 settembre 1980 nasceva a Bernal Gaby Milito, uno dei più amati dal popolo Rojo in questo secolo.

Il Mariscal fu campione dell’Apertura 2002, da capitano della grande squadra guidata dal Tolo Gallego. Ebbe una carriera brillante, giocò in una delle migliori squadre della storia e si ritirò con la maglia del Rojo. Rimase legato al club e diede un grande contributo all’istituzione. Oggi è allenatore.


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Gaby Milito giocava nelle giovanili del vicino di quartiere e alla fine del 1993 decise di passare all’Independiente, dove fin dall’inizio fece un’ottima impressione. Rimase nel settore giovanile fino al 1997 e aveva già stoffa da leader.

Nel 1997, a soli 17 anni, avrebbe fatto il suo debutto in prima squadra dell’Orgullo Nacional, entrando al posto del Luli Ríos in una vittoria contro il Ferro Carril Oeste alla Doble Visera nell’ultima giornata del Torneo Apertura. A 20 anni era già capitano, un trascinatore che giocava sempre meglio. Purtroppo subì un grave infortunio rompendosi i legamenti crociati del ginocchio destro e tornò nel 2001, ma si infortunò di nuovo. Durante quel lungo periodo di recupero, la sua assenza fu una perdita molto importante per la squadra.

Ma il meglio doveva ancora venire: l’Independiente aveva chiuso una pessima stagione, però si stava rinforzando molto bene per il Torneo Apertura 2002. Con il simbolo della squadra completamente recuperato e una buona rosa, aveva tutto per lottare. Quel campionato lo avrebbe vinto dall’inizio alla fine e con un calcio spettacolare. Il Mariscal sarebbe stato la grande figura di un torneo in cui si misero in luce diversi giocatori del Rojo, ed era anche quello incaricato di trascinare la squadra con pura grinta nelle partite più dure. Inoltre, andò vicino a segnare un gol maradoniano contro l’Estudiantes con una progressione impressionante, fermata sulla linea.

La sua sicurezza in difesa fu fondamentale, come per tutta la sua carriera. Maestro dei tempi come pochi, voce di comando e un vero signor capitano. Se qualcuno meritava quel titolo, era lui.

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A fine anno fu eletto miglior calciatore argentino del 2002. Le migliori squadre del mondo volevano averlo per il semestre successivo, e il Real Madrid, che era il migliore, lo aveva già annunciato.

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Però le visite mediche non andarono bene e alla fine proseguì la sua carriera nel Saragozza, in Spagna, dove si tolse il lusso di festeggiare in faccia al Merengue una finale di Coppa del Re, contro quella squadra che non aveva creduto in lui. Contro i Galácticos del Real Madrid trovava ancora più motivazioni ed era un muro per Ronaldo, Zidane, Raúl e compagnia. Vinse anche la Supercoppa di Spagna, e questi furono gli ultimi due titoli della squadra aragonese.

Nel 98 e 99 aveva già disputato tornei giovanili con l’Argentina (Mondiale Under 20, Sudamericano e Torneo di Tolone). Il suo alto livello all’Independiente, e poi in Spagna, lo portò a vestire la maglia della nazionale maggiore. Con l’Argentina giocò il Mondiale di Germania 2006 e le Coppe America del 2007 e 2011. Disputò 32 partite e segnò un gol, al Venezuela.

Nel 2007 fu ingaggiato dal Barcellona, dove fece parte di una delle migliori squadre, ebbe una sfortunata serie di infortuni che però non gli impedì di vincere tanti titoli, ed era uno dei più amati e ascoltati sia dai compagni (grande amico di Messi) sia dal miglior allenatore di oggi e probabilmente di tutti i tempi, Guardiola. Per la sua leadership e la sua visione di calcio, non avrebbe tardato a diventare allenatore.

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Nel 2011 tornò all’Independiente, ma senza trovare un buon momento della squadra di Mohamed, e si ritirò dal calcio l’anno successivo.

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Nelle sue due esperienze nel Rojo disputò 210 partite e segnò 3 gol. Fu allenatore nel 2016, dopo un passaggio all’Estudiantes, dove poi tornò dopo un’esperienza in Cile. Nonostante gli elogi da parte delle rose che ha allenato, i risultati non lo hanno ancora accompagnato nella sua carriera da tecnico. All’Argentinos Juniors ottenne i migliori, arrivando a qualificare il Bicho alla Copa Libertadores e facendo una buona partecipazione. Lasciò sorprendentemente il suo incarico dopo l’eliminazione dalla Copa Argentina, una settimana dopo essere stato accostato al Rojo, che poi trovò l’accordo con Carlos Tévez.

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Con il Kun al Centro di Alto Rendimento, impegno verso il club che li ha formati

Se sei tifoso del Rojo devi gridare: buon compleanno, buon compleanno Mariscal.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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