Marotta con Bastoni: «Vergognoso sia stato esposto a questo linciaggio. È un patrimonio dell’Inter e del calcio italiano» | OneFootball

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·5 aprile 2026

Marotta con Bastoni: «Vergognoso sia stato esposto a questo linciaggio. È un patrimonio dell’Inter e del calcio italiano»

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Marotta con Bastoni: «Vergognoso sia stato esposto a questo linciaggio È un patrimonio dell’Inter e del calcio italiano». Parla il presidente dell’Inter

A pochi istanti dal calcio d’inizio di Inter-Roma, il presidente nerazzurro Beppe Marotta è intervenuto ai microfoni di DAZN per schierarsi apertamente a difesa di Alessandro Bastoni, finito nel mirino della critica dopo l’eliminazione della Nazionale. Marotta non ha usato giri di parole per stigmatizzare l’accanimento mediatico nei confronti del difensore: «Vergognoso che sia stato esposto a questo continuo linciaggio come se fosse colpevole di chissà cosa. Le origini dell’eliminazione dell’Italia sono un pochino più lontane. Al di là di questo un ragazzo della sua età non merita questo trattamento. Nella vita si sbaglia, invece qua in Italia siamo tutti abituati a dover diventare psicologi ed esperti di calcio, analizzare situazioni senza sapere con chi si ha che fare. Abbiamo riconosciuto tutti che ha sbagliato, per un ragazzo della sua età. Bastoni è un patrimonio dell’Inter e del calcio italiano. E come tale lo consideriamo».


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Il numero uno dell’Inter ha poi blindato il calciatore, pur lasciando uno spiraglio tipico delle dinamiche di mercato per il futuro: «Per il momento non ci sono gli estremi e le condizioni perché possa abbandonare questa maglia, poi come per tutti i giocatori ci possono essere eventuali situazioni che saranno affrontate più avanti».

Infine, Marotta ha allargato la riflessione alla crisi profonda che attraversa il movimento calcistico nazionale, individuando nella carenza di nuovi talenti il problema principale: «Crisi calcio italiano? Sarebbe lungo parlarne, tutti parlano di calcio e si improvvisano esperti di questo che è anche un fenomeno sociale. Questa crisi va vista con un’analisi più ampia: non siamo più competitivi dal 2006, anche se c’è stata la vittoria del campionato europeo. Le cause possono essere tante e credo che oggi manchino principalmente talenti. Come mai il Friuli-Venezia Giulia che negli anni 70 ha avuto campioni come Zoff, Capello e Collovati oggi non produce più? Bisogna capire come mai c’è così tanta assenza di giovani, oggi prevale la litigiosità all’interno del nostro mondo quando si dovrebbe seguire una strada che sia utile per tutti».

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