OneFootball
Vincenzo Visco·30 maggio 2026
In partnership with
Yahoo sportsOneFootball
Vincenzo Visco·30 maggio 2026
La gioia da una parte, le lacrime dall'altra. Come in ogni finale, c'è chi festeggia un trionfo destinato a restare nella storia e chi è costretto a fare i conti con la disperazione della sconfitta. È lo scenario che si è ripetuto anche al termine di PSG-Arsenal, con emozioni diametralmente opposte sui due fronti.
A rendere queste emozioni ancora più intense e travolgenti è stato l'epilogo ai calci di rigore, il palcoscenico più crudele ed emozionante che il calcio possa offrire. Ed è proprio dagli undici metri che è arrivata l'immagine simbolo di questa finale.
Gabriel calcia alto e spedisce il pallone verso il settore occupato dai tifosi del PSG, un errore che, di fatto, consegna la coppa ai parigini. La disperazione del difensore brasiliano è immediata e palpabile, ma proprio in quel momento emerge tutta la grandezza di Marquinhos. Il capitano del PSG, anziché lasciarsi andare subito alla festa, corre verso il compagno di Nazionale per abbracciarlo e consolarlo. Un gesto di straordinaria umanità e leadership, che racconta il valore dell'uomo prima ancora di quello del campione.
La Champions League torna al PSG per il secondo anno consecutivo e l'emozione è la stessa di una prima volta.
Tutti a festeggiare e a godersi uno dei momenti più belli che il calcio possa regalare a un professionista. Le telecamere si concentrano soprattutto su Luis Enrique, il grande artefice della meravigliosa macchina da calcio che è diventato il PSG.
Tutti si alternano nel sollevare la coppa, ma quando arriva il turno di Luis Enrique la scena cambia: un membro dello staff lo prende sulle spalle e lo innalza ancora più in alto, quasi a celebrare il peso e la grandezza del suo contributo a questo trionfo.
Dall'altra parte, l'Arsenal è distrutto per aver accarezzato il sogno di conquistare la coppa per la prima volta nella sua storia, vedendosela sfuggire per un soffio.
Gabriel è disperato, e lo abbiamo già raccontato. Ma non è l'unico a lasciarsi andare allo sconforto: anche Raya fatica a trattenere le lacrime. Il portiere dell'Arsenal aveva infatti tenuto vive le speranze dei Gunners neutralizzando il rigore di Nuno Mendes, prima del verdetto finale. A consolarlo arriva Kepa, che lo abbraccia e prova a rincuorarlo in uno dei momenti più amari della sua carriera.
Arteta corre e abbraccia tutti, e nel post gara racconta meglio di chiunque altro il dolore dei Gunners "È molto difficile da accettare. Siamo stati così costanti nella competizione fino alla finale, e poi perdere il trofeo ai calci di rigore... Nessuno può toglierti quel dolore".. E la chiusura del tecnico spagnolo è ancora più significativa: "Abbiamo vinto qualcosa di grande (la Premier, ndr), ma ci siamo persi quello più grande."
📸 Richard Heathcote - 2026 Getty Images
Live







































