DirettaFanta
·21 febbraio 2026
Milan, Allegri: “Stanno tutti bene. Pavlovic si è messo a disposizione. Fabregas in panchina e io no? Parliamo della partita”

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·21 febbraio 2026

Il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ha avuto modo di esprimersi in conferenza stampa sulla prossima partita contro il Parma. Ecco le parole dell’allenatore.
Quanto è importante rimanere concentrati su questa partita?
“Più avanti andiamo, più diventa importante. Ci sono 39 punti a disposizione e speriamo di farne il più possibile. Parlare di quello che è successo non ha più senso, il Parma sta facendo delle ottime cose, ha giocatori di buona tecnica ed è ben organizzato difensivamente, come dimostrano anche le 3 vittorie esterne e il pareggio a Napoli. Poi sono bravi anche sullle palle inattive, bisogna fare una partita ordinata e di grande rispetto”.
Ci fa il solito bollettino? Modric è il giocatore di movimento con più minutaggio: era pensabile a inizio anno? Ha ancora energia per domani? È arrivato il momento di dare continuità a Pulisic-Leao?
“Fortunatamente stanno tutti bene, compreso Pavlovic che, nonostante non è in buone condizioni, si è messo a disposizione. Pulisic e Leao meglio, sono contento di avere tutti a disposizione perché i cambi determinano le partite. Il Parma ha fatto molti gol nell’ultima mezz’ora, servirà una prestazione ottima per fare punti. Per quanto riguarda Modric nessuno si aspettava di giocare con queste condizioni fisiche, io mi emoziono un po’ quando parlo di lui”.
Dopo Milan-Como è trapelato nervosismo da parte sua anche nel post-partita. È solo per gli episodi della partita o anche per non essere riusciti a tenere il passo dell’Inter?
“No, il campionato è ancora lungo e noi dobbiamo fare il nostro dovere. La cosa che mi dispiace è che domani non sarò in panchina, non commento e passiamo altro. L’Inter è una squadra che sta viaggiando molto forte, ha 61 punti e con una media di 2 punti a partita arriverà a 90, anche se secondo me ne farà di più. Noi per arrivare a 90 dovremo fare 12 vittorie su 13. Se poi l’Inter casca e noi non siamo bravi a sfruttare gli errori allora la responsabilità è nostra, ma in questo momento l’Inter è la netta favorita al campionato”.
È stata un’altra settimana negativa per gli arbitri. Lei domani non è in panchina, mentre l’allenatore che ha fatto un gesto antisportivo sì…
“Finché non possono usare la prova tv per certe situazioni si andrà avanti così. Tutte le cose che succedono se si prendono come un’opportunità è una cosa importante, altrimenti se si lasciano andare rimarremo sempre gli stessi. Si sbaglia tutti, ma da lì bisogna migliorare. Per far questo bisogna prendere delle decisioni, quindi parliamo della partita che è meglio”.
Jashari ha giocato mercoledì la terza di fila in campionato: è arrivato il momento di dargli continuità e farlo giocare ancora da titolare? Tra pochi giorni si riunirà l’Ifab: se potesse suggerire un innovazione quale sarebbe?
“Così su due piedi è difficile. Ho sempre detto che sull’oggettività bisogna cercare di arrivare a non sbagliare, sulla soggettiva si arriverà sempre ad accontentare qualcuno e scontentare l’altro. Di Jashari sono molto contento, è cresciuto lui come Odogu, De Winter, Athekame. La società ha lavorato bene sul mercato, prendendo un mix di esperti e giocatori con meno esperienza. Quando arrivi al Milan sembra tutto facile, poi ci vuole un periodo di adattamento e i ragazzi lo stanno facendo nel migliore dei modi”.
Nell’era dei 3 punti le grandi rimonte scudetto sono quella del 1998-99 con Zaccheroni e la Juve del 2016, allenata da lei. Come si fanno queste rimonte?
“C’è solo una cosa da poter fare: noi dobbiamo fare un filotto di vittorie e loro di pareggi”.
Quando ci sono scaramucce tra panchine, qualche allenatore manda avanti un team manager o un collaboratore che fa da schermo. Lo vuole fare anche lei?
“Credo che, a parte degli episodi in cui c’è un po’ più di tensione, tutti quelli che stanno in panchina devono avere un comportamento corretto e adeguato”.
In casa arrivate da 3 pareggi. Sta pensando a qualche soluzione tattica diversa per affrontare squadre come il Parma?
“Come caratteristiche dei giocatori, di centravanti d’area ne abbiamo uno, quindi o me lo gioco subito o davanti. Quello che dicono i dati che è Leao magari fa meno giocate però è più concreto e più utile alla squadra. Il tutto giocando poco e in condizioni non ottimali. Lo stesso vale per Pulisic, se staranno bene ci daranno un contributo importante”.
Come si allenano i tempi di inserimento di Fofana e delle mezzali? Ricci fa meglio da subentrato?
“È una questione di tempi di inserimento. Fofana era più abituato a giocare in un centrocampo a 2, è anche quello. Ricci l’altro giorno ha giocato pur non stando benissimo”.
Modric e Rabiot sono giocatori a cui bisogna dire tutto o va lasciato spazio? C’è qualcuno che va stimolato con più continuità?
“Non è che vanno lasciati fare perché sono bravi. Più è alto il livello più l’apprendimento è rapido. Rabiot è molto più forte di quando era alla Juventus. Io parto dal presupposto che i giocatori non vanno ingabbiati, soprattutto quelli di talento”.
Perché il Milan non può essere considerato ancora in Champions?
“Perché mancano ancora tante partite, abbiamo 4 scontri diretti, Napoli, Atalanta, Juventus e Inter. Bisogna mantenere il profilo basso, intanto facciamo un passettino domani, poi vediamo”.
Loftus-Cheek ha segnato 3 gol nelle 6 volte da titolare, in una posizione più avanzata. Può essere quella giusta per lui?
“Ha creato tante occasioni in stagione, poteva aver segnato già 7-8 gol”.
A questo punto della stagione come gestisce la pressione?
“Pensiamo solo a quello che bisogna fare”.
Le incursioni di Pavlovic la fanno più arrabbiare o le danno soddisfazione?
“Mi fa arrabbiare sui controlli della palla, per il resto tutto quello che ha mette in campo. È un giocatore che mi piace molto, anche come ragazzo”.
Cosa si sente di dire ai tifosi?
“Chiedo, come hanno fatto tutta la stagione, di continuare a stare vicini alla squadra. Tutti insieme possiamo arrivare all’obiettivo”.
Milan a -7 dalla vetta e imbattuto da agosto, ma si parla di un Milan che non gioca bene ed emoziona. Tu cosa hai da rispondere?
“Per noi, come per tutte le squadre, bisogna ottenere i risultati attraverso le prestazioni. Abbiamo fatto delle buone partite, potevamo far meglio in altre tecnicamente. Vedrei il lato positivo, una squadra che conosce i propri limiti e ci lavora per raggiungere l’obiettivo. Giocare il campionato italiano, ma l’anno prossimo in qualche modo bisogna giocare la Champions”.
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