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·7 settembre 2026
Milan, contro la Juve il cambio Terracciano per Gila lancia l’allarme: rosa corta in difesa anche con Tomori? L’analisi del reparto

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·7 settembre 2026

Nella sfida contro la Juventus, terminata 1-1 all’Allianz Stadium e valida per la 3ª giornata di Serie A, un cambio effettuato da Amorim per blindare (senza successo) il vantaggio rossonero è stato l’ingresso all’88’ di Filippo Terracciano al posto di Gila, uscito per un problema fisico già smaltito nella giornata odierna.
Una mossa che riapre inevitabilmente il dibattito tra i tifosi del Milan, che durante la sessione estiva avevano richiesto a gran voce l’acquisto di un nuovo centrale. Un rinforzo mai arrivato, con la società che ha preferito reintegrare in rosa Tomori per colmare la lacuna numerica.
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Analizzando la lista a disposizione del tecnico portoghese per la sua difesa a tre, la linea titolare è composta da Pavlović, Gabbia e Gila. A essi si aggiunge De Winter, prima riserva del trio come si è visto proprio a Torino, dove il belga è partito dal 1’ per sostituire l’infortunato Gabbia.
Il reparto prosegue con Filippo Terracciano, nato come esterno ma estremamente duttile lungo tutta la linea difensiva, anche come centrale della difesa a tre, nonostante il suo profilo sia rimasto in bilico per tutta l’estate, dopo il prestito alla Cremonese lo scorso anno, per poi rimanere in rossonero.
Tra le opzioni figura anche Diawara, arrivato dal Troyes e considerato la sesta scelta nelle gerarchie. Con la permanenza di Tomori, Amorim vanta così ben 7 giocatori adatti ai tre ruoli difensivi, a cui si potrebbe aggiungere anche Bartesaghi come ottava opzione nel ruolo di braccetto sinistro date le caratteristiche del “vice-Estupinan”.
Se però si vuole parlare di una vera e propria lacuna nel reparto arretrato del Milan, gli aspetti da valutare sono due:
La prima riguarda la mancanza di un regista difensivo: nella rosa rossonera scarseggiano profili capaci di interpretare al meglio il ruolo di centrale puro nella difesa a tre. Oltre a Gabbia e Gila, che i tifosi sperano di vedere affiancati con continuità, forse è proprio Terracciano l’unico elemento più tecnico a disposizione di Amorim per l’impostazione del gioco.
E poi c’è la qualità generale delle alternative: il livello medio delle seconde linee non appare eccelso. Una considerazione che ridefinisce anche il senso del reintegro di Tomori, riserva di uno step superiore ai compagni per esperienza e cifra tecnica.
Il dubbio dei tifosi rossoneri si sposta quindi su un piano diverso: e se più che il numero degli uomini, a questa difesa mancasse la qualità nei ricambi?
Il vero nodo non risiede dunque nella quantità di uomini in rosa, ma nel livello medio dei ricambi nei ruoli chiave. La scelta della società di affidarsi alle risorse interne e al reintegro di Tomori rappresenta una scommessa al rialzo: solo il campo dirà se questa rosa sarà all’altezza delle ambizioni rossonere o se a gennaio la dirigenza sarà costretta a ritornare con urgenza sul mercato.
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